Il Tirreno

«Concessioni marmo, violate le norme»

di David Chiappuella
«Concessioni marmo, violate le norme»

La consigliera Bienaimé commenta il ricorso al Tar di una ditta che potrebbe inguaiare il consiglio comunale

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CARRARA. «E’ scandaloso che l’amministrazione continui a violare le norme statutarie e regolamentari che impongono al consiglio comunale di chiudere il procedimento per il rilascio della concessione alla cava 161».

Cosi la consigliera di Carrara Bene Comune Claudia Bienaimè si è espressa sul ricorso presentato al Tar della Toscana dalla società Ricci Ugo & Sergio contro il Comune per il mancato rilascio di un provvedimento richiesto fin da metà anni ’90.

«Se il municipio avesse adempiuto a questo obbligo -prosegue l’esponente dell’opposizione- si sarebbero evitati sia i contenziosi sorti tra la ditta Ricci e altri soggetti privati, che il ricorso al Tar, il quale potrebbe comportare un risarcimento danni a carico del Comune e dei suoi organi. E’ chiaro che in questa vicenda si è voluto favorire alcuni a scapito di altri».

La Bienaimè, per richiamare il consiglio cittadino alle proprie responsabilità, ha anche richiesto un parere legale all’avvocato Diletta Costalunghi dell’Università di Firenze, la cui validità è stata confermata dal segretario comunale Pietro Leoncini. Secondo l’esperta la mancata pronuncia sulla richiesta di concessione potrebbe configurare a carico dell’assise cittadina il reato di omissione di atti d’ufficio. Questo avrebbe potuto essere evitato fornendo, entro giorni, una spiegazione esauriente delle ragioni che hanno portato al ritardo.

La responsabilità incomberebbe su ogni eletto del consiglio cittadino, eccetto nel caso del singolo consigliere che, dissociandosi dalle irregolarità, avesse cercato di indirizzare l’assise verso comportamenti che consentissero di non commettere il reato. Stando cosi le cose, la Bienaimè rivolge critiche severe sia al presidente del consiglio Luca Ragoni che al dirigente al marmo Marco Tonelli. Quest’ultimo, oltre che per il parere negativo espresso riguardo al rilascio della concessione alla ditta Ricci, finisce nel mirino anche per le “dichiarazioni contraddittorie” che, secondo la Bienaimè, egli avrebbe rilasciato in merito ad altri procedimenti analoghi.

«Il 21 aprile 2010 -ricorda la consigliera- Tonelli, su richiesta della ditta Ricci, rispondeva che il Comune non aveva ancora rilasciato alcuna concessione. Il 29 luglio dello stesso anno egli sottoscriveva una concessione rilasciata dal Comune. Ma il 30 settembre successivo rispondeva ad una richiesta di accesso agli atti presentata dal presidente di Legambiente Carrara Mariapaola Antonioli, sostenendo nuovamente che non esistevano concessioni. Lo scorso 15 giugno, ad una nuova diffida dei Ricci, lo stesso dirigente rispondeva che ad oggi erano state rilasciate 6 concessioni, 5 delle quali risalenti a prima del 2010».

Secondo Bienaimè questo comportamento avrebbe ingenerato errori, sia nelle determinazioni della giunta che in quelle del consiglio comunale. Ma Tonelli, raggiunto telefonicamente, ha così replicato: «Intendevo solo dire che non sono mai state rilasciate concessioni per casi complessi come quello della Venedretta C, una cava per la quale, ad oggi, secondo me, non è ancora possibile emettere tale provvedimento. Per quanto riguarda la lettera a Legambiente, -prosegue il dipendente comunale- può darsi che io mi sia sbagliato, ma ero in buona fede. Alcune concessioni sono state rilasciate quando non ero io il dirigente al marmo. In seguito ho potuto verificare che esse, attualmente, sono 6».

In realtà le concessioni rilasciate sono 7. La prima risale al 1998 ed interessa la cava n. 151, denominata Vitticicaio, affidata alla ditta Figaia Spa. Due successivi provvedimenti, datati entrambi 12 aprile 2002, riguardano rispettivamente la cava Battaglino C (n. 56), concessa alla Euromarble Srl e la cava Tecchione Fossalunga, assegnata alla Fratelli Mazzucchelli Marmi Srl. Del 2008 sono la concessione della cava Finestra B (n. 109) alla ditta Finestra Marmi di Elio Spadoni, quella del Fosso Cardellino A (n. 156) alla società cooperativa Etc e l’affido della Valpulita (n. 61) alla Calacatta Escavazione Carrara Srl. Nel 2014 la giunta comunale ha trasferito i diritti concessori di quest’ultimo agro alla Cmm Srl.

L’ultima concessione è stata rilasciata nel 2010 alla Escavazione Marmi Srl per l’utilizzo della cava Boccanaglia Alta (n. 2).

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