Il Tirreno

Tassa marmi, niente risarcimenti

Tassa marmi, niente risarcimenti

Zubbani e Lucchetti: le sentenze non pregiudicano il dialogo

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CARRARA. «La sentenza emessa dal Tar non andrà a pregiudicare la volontà di tornare al dialogo tra l’amministrazione e gli industriali del lapideo, che continua a rappresentare la strada migliore per affrontare le questioni legate al marmo».

A dirlo sono sia il sindaco Angelo Zubbani che il nuovo presidente di Assindustria Erich Lucchetti,, all’indomani della sentenza emessa dal tribunale amministrativo della Toscana, che ha accolto i ricorsi presentati da un gruppo di aziende per richiedere l’annullamento della delibera di giunta 112/2014, con cui il Comune, senza alcuna contrattazione, dichiarava nulli gli accordi del 2008, stabilendo nuovi canoni di affitto degli agri marmiferi ed aumentando l’aliquota dal 5 all’8 per cento.

Tra le numerose aziende che avevano presentato ricorso figurava anche la Vennai, di cui Erich Lucchetti è amministratore delegato. Questa notizia aveva fatto temere un’interruzione del clima di pace che ultimamente sembra essere tornato a contraddistinguere il rapporto tra l’amministrazione e gli imprenditori del marmo. Ma sia il primo cittadino che il presidente degli industriali sono stati rassicuranti.

«Valuteremo se appellarci o meno contro questa sentenza -ha detto il sindaco Zubbani- ma la volontà di tornare al tavolo del marmo, dopo tre anni di scontro, resta un punto fermo, anche perché tale strumento non servirà più per discutere su beni estimati e nuove tariffe, ma unicamente su temi quali il nuovo Regolamento degli agri marmiferi, il rilascio delle concessioni di cava, le varianti ai piani di coltivazione ed il rilancio della filiera del marmo, attraverso la lavorazione in loco di almeno il 50% del materiale estratto».

Zubbani ha anche garantito che il pronunciamento del Tar non provocherà conseguenze sul bilancio comunale. La volontà di tornare al dialogo è stata confermata anche da Lucchetti. Il neopresidente di Assindustria ha ricordato che i ricorsi al Tar sono stati presentati tempo fa, quando il clima era ancora di scontro. «Adesso -ha detto- è preferibile la strada dell’accordo».

Riguardo ad eventuali richieste di risarcimento al Comune Lucchetti, dopo aver ricordato che quella del Tar è una sentenza di primo grado, non ancora passata in giudicato, si è così espresso: «La maggior parte degli industriali del lapideo, nonostante vari ricorsi e sentenze a loro favorevoli, ha sempre pagato tutto quello che doveva». (D.C.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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