Il dolore
Monoblocco, è già caos per il trasloco
I pazienti arrivano e non trovano l’ambulatorio: neppure un cartello. Il sindaco: campanello d’allarme, serve informazione
CARRARA. Guarda in agenda e si assicura dell’appuntamento: è fissato per sabato mattina alle 9. E lui, puntuale come un orologio svizzero, si presenta al secondo piano del Monoblocco per farsi medicare le ulcere. Ma ops, l’ambulatorio non c’è più: «La porta era aperta, ma - racconta il paziente (di cui non indichiamo il nome per motivi di privacy)- in giro non c’era un’ anima». Chiede dovunque, cerca di capire cosa sia accaduto: «Non c’erano cartelli - assicura - niente che potesse orientarmi». Vaga da un reparto all’altro, chiede a Oss e infermieri e finalmente scopre che l’ambulatorio wound care (cura delle ferite) è finito a Monterosso, nella palazzina dell’oculistica: «C’erano anziani, in carrozzina e in barella, che avevano impiegato un sacco di tempo per scoprire dove fosse stato trasferito l’ambulatorio. E anche alla palazzina, neanche un cartello informativo: neppure i volontari che avevano accompagnato i pazienti più anziani ne sapevano nulla. Non punto certo il dito contro il personale che brilla per professionalità e carica umana, ma credo che in un momento delicato come questo l’Asl dovrebbe contare su una maggiore organizzazione».
Un momento delicato perché in ballo c’è la rivoluzione della sanità apuana: l’apertura dell’ospedale nuovo, la chiusura di vecchi reparti, il trasferimento di servizi al Monoblocco. Senza dimenticare che per una settimana, prima del taglio del nastro in viale Mattei, l’unico pronto soccorso - anche per i cugini massesi - sarà quello di Carrara. Rivoluzione alle porte, ma un cronoprogramma, una tabella di marcia definitiva e vagliata, ancora non c’è. Lo conferma il sindaco Zubbani: «Il cronoprogramma è in fase di validazione tecnica. Sono confermati tutti i servizi in entrata e in uscita, come previsto dal Pal (il piano della sanità ndr), ma per i tempi esatti dobbiamo attendere la validazione». Insomma, cosa arriverà a Carrara e in che edificio saà ospitato lo sappiamo, i 10 milioni per rimettere mano al Monoblocco ci sono, ma davanti alla voce “tempi” c’è ancora un bell’interrogativo. Il primo cittadino si porta avanti e chiede - e ottiene - un tavolo tecnico in cui azienda sanitaria e amministrazione siedono gomito a gomito per fare il punto, seguire ogni fase dei traslochi e definire modalità efficaci di comunicazione per ridurre al minimo i disagi: «Se un paziente non ha trovato un ambulatorio, dobbiamo considerare la cosa un campanello d’allarme, da non sottovalutare».
I tempi certi ancora non ci sono, ma l’amministrazione già sa che trasferimento e definitiva sistemazione non potranno avvenire in un battibaleno. I lavori, già iniziati nelle sale operatorie, si articoleranno - spiega Angelo Zubbani - in tre fasi: sarà immediato il trasloco dei servizi nei locali già pronti. Partiranno, dunque, le opere di ordinaria manutenzione: dall’imbiancatura, alla sanificazione. Quindi scatterà la fase 3, quella più impegnativa perché prevede interventi importanti che richiedono la progettazione e l’affidamento con gara.
E, in una logica di collaborazione con l’Asl, il Comune si fa avanti, disposto a dare una mano: «Abbiamo messo a disposizione dell’azienda - spiega il primo cittadino - il nostro ufficio gare per non sovraccaricare quello dell’ Asl e accelerare i tempi di esecuzione. Non possiamo pensare - sintetizza e conclude - di aprire contemporaneamente tutti i servizi, la cosa fondamentale è seguire la rotta che abbiamo scelto». Insomma, l’importante è che i servizi che a Carrara sono previsti, a Carrara arrivino.
Il resto è questione - e non è poco - di organizzazione e informazione: «Sul fronte della comunicazione - ammette il sindaco - il ritardo c’è, dobbiamo garantire informazioni corrette ai cittadini per evitare disagi». Disagi e timori - soprattutto se anziano o malato - di chi è sottoposto a un bel cambiamento.
Chiara Sillicani
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