Il Tirreno

L'attentato

Rogo nel cantiere del testimone di giustizia

Rogo nel cantiere del testimone di giustizia

Tre imbarcazioni da diporto a fuoco ad Ameglia, nel cantiere di cui è titolare Gianfranco Franciosi

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AMEGLIA. Tre imbarcazioni da diporto a fuoco nella darsena "Giannino Racing" sotto al ponte della Colombiera ad Ameglia, nel cantiere di cui è titolare Gianfranco Franciosi, più noto alle cronache come l’infiltrato che ha permesso di smantellare una grossa organizzazione criminale.

Franciosi, 35 anni, è uno dei più noti testimoni di giustizia italiani: grazie a lui fu smantellato il cartello spagnolo di Santiago de Compostela. Una impresa diventata libro "Gli orologi del diavolo, infiltrato tra o narcos, tradito dallo Stato" (Rizzoli) scritto con il giornalista Federico Ruffo.

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L’incendio, probabilmente doloso, è scoppiato verso le 23,30 di venerdì. Le indagini sono in corso ma intanto il presidente dell’Associazione nazionale testinmoni di giustizia Ignazio Cutrò ha chiesto a ministro dell’Interno e al prefetto di La Spezia di «assicurare a Gianfranco Franciosi ed alla sua famiglia un’adeguata protezione».

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Secondo Cutrò è necessario «si intervenga per consentire ad un uomo che ha assicurato alla giustizia internazionale un intero cartello di pericolosissimi narcotrafficanti e permesso di sequestrare migliaia di tonnellate di droga per un valore quasi incalcolabile di euro, di potersi rimettere in piedi e vivere una vita normale». «Non deve sfuggire che l’attentato - aggiunge Cutrò - si è consumato alla vigilia della partenza di Franciosi e delle sue imbarcazioni per il salone nautico. Gianfranco aveva finito ieri alle nove di realizzare gli ultimi modelli, proprio quelle imbarcazioni che, se esposte e vendute, gli avrebbero consentito di rimettersi in carreggiata e assicurare un futuro ai suoi bambini». «È evidente che qualcuno lo ha seguito, spiato ed ha agito una volta certo di procurare il massimo danno possibile! A questo punto ci aspettiamo un intervento deciso, serio e risolutore da parte del Ministero dell’Interno, che ad ora non ha ancora neanche contattato Franciosi per capire l’accaduto».

 

Si indaga a tutto campo. Non si scarta nemmeno la pista della concorrenza industriale. E’ lo stesso Franciosi che agli inquirenti ha raccontato di essersi fermato in cantiere fino alle 21 per lavorare a un prototipo in vetroresina che avrebbe dovuto essere messo in mostra al Salone nautico di Genova. Due ore dopo l’incendio che ha distrutto le tre barche. I carabinieri della Spezia stanno visionando le telecamere a circuito chiuso della zona.

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