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Bollette pazze dell’Eni Il caso finisce in Senato

Bollette pazze dell’Eni Il caso finisce in Senato

Interpellanza di Barani: «Il governo è al corrente dell’incresciosa situazione?» Il parlamentare chiede ai ministri se ravvisano un comportamento fraudolento

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VILLAFRANCA. Finisce nell’aula del Senato la vicenda che ha visto recapitare agli abitanti di Fornoli e, successivamente, Merizzo, bollette da capogiro per quanto riguarda la fornitura di gas. Gli importi furono ricompresi tra i 15 e i 24 mila euro, comprendendo all’interno dei bollettini un periodo di dieci anni rimasto al buio, mi si passi la metafora. La situazione si è generata in seguito all’assorbimento di Italgas da parte dell’azienda pubblica, producendo un gap burocratico che ha visto non registrare più i consumi sul territorio.

La vicenda, rientrata nelle scorse settimane con l’intervento dell’associazione per i consumatori Aeci, con sede ad Aulla, ha visto prevalere le ragioni dei cittadini, con la cancellazione di una parte dell’importo, quello ormai caduto in prescrizione (periodo antecedente ad Aprile 2010) e quindi non più esigibile.

Il restante verrà saldato attraverso una rateizzazione degli importi, 36 le rate in totale, per le cifre superiori ai 5 mila euro. Non si è spenta però la polemica in merito alla situazione che giunge, come abbiamo detto, nelle aule del Senato con l’interpellanza urgente lanciata dal senatore Lucio Barani nella quale chiede delucidazioni alla governance nazionale, spiegando ciò che si è sviluppato in queste settimane ed il pesante disagio occorso ai cittadini. Dopo aver ricapitolato la situazione il senatore chiede “se il governo – si legge nella richiesta - sia al corrente di tale incresciosa situazione e se non ravvisi un atteggiamento ai limiti del fraudolento da parte di Eni Spa; se ritenga opportuno interessare in prima persona l'autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcom), al fine di salvaguardare i consumatori, chiaramente vittime di pratiche commerciali scorrette operate ai loro danni». Ma non solo, il senatore Barani va oltre e ai ministri dello Sviluppo economico e dell’economia e delle finanze spiega: «A seguito della mancata ricezione delle bollette del gas, molti cittadini si sono attivati negli anni per chiedere spiegazioni in merito, ma nonostante questo la situazione è rimasta invariata fino ai primi mesi del 2015, momento in cui hanno ricevuto le bollette da capogiro». E Barani sottolinea come già nel 2008 l’amministrazione comunale di Villafranca si era attivata.

Insomma pare che questo disagio possa porre una seria riflessione sulle metodologie di interazione tra azienda e clientela, riportando in auge tematiche come quella della trasparenza e della comunicazione tra i due soggetti, ma anche quella del controllo e dello stretto monitoraggio delle azioni sul territorio.

Cristiano Borghini

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