Finanza
Vie e case nuove in 4 quartieri I no dei comitati
Il sindaco dà la disponibilità a modificare il regolamento Ma i cittadini non demordono: Volpi non ci ha convinto
MASSA. Regolamento urbanistico: doveva essere una grande opportunità per la città di Massa, ma la popolazione non sta reagendo come, forse, l’amministrazione si aspettava. Quattro comitati (Quercioli, la Rocca, Turano e Romagnano) sono già sorti nel giro di poche settimane dall’adozione in consiglio comunale, che è avvenuta lo scorso luglio, e le voci parlano della nascita, a breve, di molti altri comitati.
Si dice “no” categoricamente ad interi ambiti del regolamento, senza mediazione alcune. La gente di Massa chiede al sindaco e alla sua amministrazione di stralciare intere parti di questo grande progetto. Raccolta firme, petizioni, manifestazioni, riunioni, incontri anche con i tecnici del Comune, chiamati inutilmente a spiegare la bontà del regolamento, poi l’ultimo atto giovedì sera in consiglio comunale: un vero assedio al primo cittadino, sommerso dalle critiche e impossibilitato a parlare serenamente. I punti caldi della protesta, ad oggi, si ramificano in quattro ambiti, i più contestati e quelli che, presumibilmente, prevedranno le nuove costruzioni.
Quercioli, la prima mela della discordia. Nel quartiere immerso nel verde, i Quercioli, il regolamento prevede la nascita di una nuova strada di collegamento tra viale Repubblica e via dell’Acqua, con due rotatorie ai margini di questo percorso. La prima rotatoria avrà quattro uscite, viale Repubblica, via del Bozzo, via Teani e via del Monco; la nuova strada passerà attraverso case e giardini, buttando giù in totale circa 5 immobili, tre dei quali abitati da famiglie, e arriverà fino a via Quercioli, dove un’altra rotatoria più piccola congiungerà la nuova strada a via Dell’Acqua.
Per costruire la nuova strada il regolamento ha previsto l’edificazione di 105 nuove case, sparse tra i terreni oggi liberi dei Quercioli. I residenti del quartiere giovedì in consiglio erano i più numerosi e agguerriti, forti anche delle 700 presenze alla fiaccolata organizzata lunedì scorso.
«Il sindaco non ci ha convinto - dichiara a caldo, dopo la seduta di consiglio, la presidente del comitato dei Quercioli Maria Rosa Baldini- noi vogliamo fatti concreti, lui non ci ha dato nessuna garanzia. Inoltre i tecnici che abbiamo interpellato continuano a dirci che, se ci fossero degli stralci nel regolamento, il Comune dovrebbe riadottare l’atto. Questo insomma è il rischio che corre il sindaco. Noi cittadini abbiamo soltanto tanta confusione in testa, ci hanno fatto incontrare con i tecnici qualche tempo fa, ma è stato come trovarsi davanti un muro di gomma. Posizioni non rivedibili, insomma, per questo del sindaco non ci fidiamo». Anche la Rocca sulle barricate. Altro punto focale del regolamento è il quartiere della Rocca, la zona è quella che sta dietro al castello Malaspina, dove si trova, in un piccolo spiazzo, la famosa fontana del cristallo, da cui tutti i massesi prendono l’acqua. Tecnicamente, il regolamento urbanistico ha inserito nel quartiere un progetto (ARU.4.19) per la costruzione di una strada che collegherà via del Bargello con via Rocca, vicino alla fontana del cristallo, con 30 nuovi appartamenti, da realizzare all’interno del “polmone verde” accanto a Villa Massoni. Per realizzare la strada, seminata anche di percorsi ciclopedonali, il Comune, oltre a buttar giù un fabbricato di recente costruzione, concede la costruzione di 30 nuove unità immobiliari, su una superficie di 1900 mq, con una quota di edilizia residenziale pubblica pari a 110 mq; sull’area pianeggiante, invece, quella alle pendici del colle del castello Malaspina, è previsto un ampio parcheggio, con spazi verdi, un albero ogni 5 posti auto, al servizio dei residenti e dei turisti, adeguato anche per gli autobus. Alla Rocca abitano circa 300 famiglie, molte di loro erano in consiglio comunale giovedì sera per manifestare la loro contrarietà al progetto. «Il sindaco non ci ha rassicurati- dichiara Tania Giusti, una delle referenti per il comitato della Rocca- noi staremo realmente tranquilli solo quando vedremo stralciato l’ambito della Rocca; purtroppo il sindaco parla, ma noi crediamo che la legge dica altro e che a nulla serviranno le buone intenzioni quando il 51% dei proprietari vorrà proseguire con l’opera. Ci chiediamo - continua la Giusti - chi abbia pensato ad una strada nuova che collega di fatto un imbuto ad un altro imbuto, funzionale solo al 30 case, ancora da costruire, di cui non si sentiva la necessità».
Turano si sente “aruvinata”. Altro ambito che sta mettendo sotto pressione il Comune è quello di Turano (Utoe 4): quasi 29.000 metri quadrati per l’edificazione di 62 nuove unità immobiliari (si parla naturalmente di superficie totale, non di superficie coperta) di cui 57 in edifici a 3 piani e 5 a 2 piani; parcheggi per 5.623 metri quadrati, nuova viabilità per 2.716 metri quadrati, verde pubblico per 6.581 metri quadrati e privato per 500. Quattro gli interventi previsti (in 4 ARU diverse): il primo (ARU 4.15) si sviluppa in prossimità della chiesa di Turano, sulla via Aurelia, dove verrà realizzato un parcheggio e 9 unità abitative, su 750 mq di superficie edificabile; il secondo intervento (ARU 4.16), tra via S. Remigio e via Della Quercia, dove il comune evidenzia numerosi “terreni liberi in parte coltivati”, prevede l’allargamento di via Della Quercia, nel tratto nord-ovest, un parco pubblico, un nuovo asse stradale di collegamento tra via San Remigio e via Della Quercia, un parcheggio e 22 nuovi appartamenti su circa 2000 mq. Il terzo intervento, sempre per realizzare un parcheggio (ARU 4.17), riguarda l’area tra via San Remigio di Sotto: qui si parla di altre 5 nuove unità abitative. Infine (ARU 4.18), l’intervento per l’ area compresa tra via Aurelia Sud, via Renaccio e via Bagaglione, prevede una nuova viabilità di collegamento, la realizzazione di una rotatoria, con nuova edificazione per 1.522 metri quadri di superficie, di cui 200 destinati a commerciale e 500 a residenziale, per 26 nuovi appartamenti.
«Il sindaco non potrà stralciare tutti gli ambiti in questione- commenta il presidente del comitato di Turano Giuliano Bianchi- perché dovrebbe andare alla riadozione; noi abbiamo anche sollevato un problema sociale perché tanti residenti si sono accorti di ambiti che li riguardavano senza aver avuto la possibilità di capire, tempi e modi; sugli stralci Volpi non è chiaro, ma noi sappiamo che gli basta il 50,1% dei proprietari, ma non in base alla superficie ma al valore economico dei terreni, per far valere i diritti di chi vuol costruire».
Romagnano si ribella. Infine a Romagnano, dove i residenti non hanno ancora voluto intervenire perché soltanto lunedì prossimo il comitato si darà un direttivo ufficiale con presidente e vice. Le opere contestate del R.U sono quelle che rientrano nel progetto del “Parco della Cocombola”: si parla di una nuova viabilità e di un parcheggio di 2024 metri quadrati a servizio di un quartiere che sembra non averne bisogno. Potranno poi essere edificati, da pochi imprenditori, ben 96 nuove unità abitative ad uso residenziale, «su terreni estremamente fragili da un punto di vista idrogeologico - scriveva il comitato nell’unica nota inviata alla nostra redazione- infatti la maggiore parte dei terreni è stato completamente allagato nell’alluvione del 2012».
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