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Profughi, Villafranca chiude le porte

Profughi, Villafranca chiude le porte

Il sindaco Bellesi: «Ci sono dei problemi di sicurezza dei cittadini e anche di carattere igienico»

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VILLAFRANCA. Consiglio comunale lampo  nel Salone Voltato del Museo Etnografico di Villafranca. Ha fatto discutere la mozione presentata dall’assessore ai lavori pubblici Loris Bernardi, integrata con una nota da Giammarco Simi, con la quale si sono chiuse le porte all’ospitalità di nuovi rifugiati sul territorio villafranchese. Le ragioni che hanno mosso l’assessore a presentare tale mozione sarebbero di ordine pubblico e di sicurezza per i cittadini, ripercorrendo anche alcune vicende giudiziarie che hanno tenuto banco nei mesi scorsi in cui furono coinvolte cooperative che ospitavano i profughi.

Si è anche ricordata la difficile convivenza, dovuta sia a barriere linguistiche che culturali, dei condomini di via Marconi con le sei ragazze ospitate nello stabile, all’interno dell’appartamento di proprietà di una cooperativa toscana. In sostanza ciò che chiede Bernardi è un permesso umanitario temporaneo di libera circolazione in Europa, togliendo qualsiasi disponibilità alla fruizione di strutture pubbliche di proprietà comunali da destinare a tale scopo. Nella mozione si legge come si richieda "alla regione e al governo di farsi carico delle procedure necessarie per conferire ai sindaci maggior potere decisionale sul territorio, conferendo ai sindaci, nel rispetto delle norme di legge, anche il potere di discutere le quote di ripartizione sul territorio delle persone richiedenti asilo da ospitare, l’individuazione delle strutture più consone all’accoglienza, nonché di conferire ai sindaci il potere di veto qualora si ravvisassero irregolarità o incongruità nelle procedure seguite per l'individuazione delle strutture di accoglienza nel nostro territorio.

Si richiede, inoltre, al governo di snellire le procedure di accoglienza e verifica delle situazioni giuridiche di tutti i migranti affinché questi ultimi, se titolari di forme di protezione internazionale, possano lasciare celermente il territorio italiano, ricongiungendosi con i loro parenti, che abbiano ottenuto una forma di protezione internazionale, solitamente già residenti nei Paesi del nord Europa. Si richiede infine che il governo si faccia carico, presso le competenti istituzioni europee, di promuovere una forma di asilo europeo, non più demandato all’iniziativa della singola nazione e che punti al superamento del regolamento di Dublino

.«In più è in programma anche la creazione di un fondo per i rimpatri. Il primo cittadino Filippo Bellesi ha ricordato come «non ci sia mai stato dialogo con la prefettura per quanto riguarda la segnalazione di nuovi arrivi nel comprensorio, facendoci trovare totalmente impreparati a questa evenienza. Ci sono dei problemi dal punto di vista sia igenico sanitario che della sicurezza dei cittadini. Non vedo alcuna voglia di integrazione da parte di questi soggetti». La minoranza ha votato compatta contro questa mozione ribadendo la necessità dell’accoglienza e dell’aiuto a persone che fuggono da scenari di guerra.

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