Proteste
Furto di raccomandate, le Poste cercano i mittenti
Massa Carrara, partite le procedure per individuare chi ha spedito le missive e non sa che sono sparite
MASSA. Sono entrati di notte, hanno forzato la porta e hanno fatto man bassa. Niente soldi o gioielli: il malloppo è davvero particolare perché i ladri si sono portati via centinaia di buste. E di una certa importanza: raccomandate spedite da tutta Italia e destinate a finire nelle cassette della posta di massesi e carraresi. Dalla cartella esattoriale che intima il pagamento delle tasse, al bancomat nuovo. Le raccomandate avevano già superato i controlli e lo smistamento, erano sistemate e catalogate sugli scaffali dell’ufficio in via Carducci, pronte per essere recapitate.
Nessun furto alle giacenze. Salve, invece, le raccomandate in giacenza, quelle - per capirci - che il postino ha già tentato di recapitare: suona e chiede di firmare, ma se nessuno risponde, lascia l’avviso e ti invita a ritirare i documenti presso l’ufficio giacenza (tecnicamente: ufficio inusitate). E all’ufficio giacenza nessuno ha toccato nulla: chi ha trovato l’avviso in cassetta - assicura Poste Italiane - può quindi presentarsi per ritirare la sua raccomandata.
E chi ha spedito da Massa e Carrara? Può dormire sonni tranquilli anche chi la raccomandata da Massa o da Carrara l’ha spedita. Le buste in partenza non sono state neppure sfiorate dai ladri. Dunque le lettere partite dalle Apuane sono giunte - o stanno giungendo - a destinazione.
Cercare i mittenti per evitare disagi. Insomma, nel sacco sono finite soltanto le raccomandate che avevano Massa e Carrara come destinazione. Chi avrebbe dovuto riceverle non lo sa, chi, invece, le ha spedite può essere rintracciato perché ha fornito i suoi dati quando ha compilato il modulo e il software è in grado di rintracciare i nominativi. È aperta, quindi, la caccia ai mittenti, in tutti gli uffici postali di Italia. Chi ha spedito raccomandate o assicurate destinate alle Apuane, sarà informato dell’accaduto e invitato a prendere eventuali contatti con i destinatari per spiegare loro l’accaduto. Chi era in attesa di una raccomandata, ma non si vede recapitare nulla non è chiamato a sbrigare pratiche, nè a presentarsi agli uffici. Saranno, invece, i mittenti- ribadisce Poste Italiane - ad essere ricontattati.
Le indagini sul furto. Un disagio bell’e buono. Per chi ha spedito, per chi attende le raccomandate e per le Poste. A far luce sull’accaduto è la Polizia che sta indagando a tutto tondo per capire chi abbia messo a segno lo strano colpo. E per quale motivo.
Non è escluso che i ladri puntassero a cassaforte e soldi: sono entrati nell’ufficio, non hanno trovato un centesimo e hanno meditato la vendetta per il colpo andato a vuoto. Così si sono portati via l’unica cosa a disposizione: centinaia di buste (il numero esatto non è ancora stato calcolato) raccomandate.
O forse - e questa è l’altra ipotesi al vaglio degli inquirenti - chi è entrato voleva far sparire qualcosa, evitare che gli fosse recapitato un documento, ma per non essere beccato ed identificato, ha fatto razzia. Del resto per raccomandata viaggiano atti importanti: dalla documentazione bancaria alle cartelle esattoriali.
Le altre ipotesi. Per raccomandata viaggiano in realtà anche i bancomat: vero che le banche non li spediscono mai insieme al pin, altrettanto vero che non mancano gli esperti di clonazione. E proprio loro potrebbero aver messo a punto il colpo per assicurarsi un buon numero di carte su cui “lavorare”. La polizia postale è impegnata anche su questo fronte. Risale a pochi mesi fa un’operazione, conclusa con due arresti, che ha smantellato una banda, espertissima proprio nel clonare bancomat rubati. Le indagini, quindi, sono a tutto tondo e nessuna ipotesi è esclusa. Le telecamere potrebbero dare una mano.
Poste, da parte sua, è al lavoro per ricostruire il percorso delle raccomandate, contattare i mittenti e ridurre al minimo i disagi per gli utenti.
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