Proteste
Tassa marmi, il Tar dà ragione agli industriali
Carrara, tre sentenze pubblicate proprio nel giorno dell'insediamento dei nuovi vertici di Assoindustria
CARRARA. È il giorno del “volemose bene”. Dei segnali di pace fra il Comune e l’Associazione industriali che proprio ieri, venerdì 18 settembre, ha nominato il suo nuovo presidente, l’imprenditore del lapideo (è amministratore delegato della Vennai) Erich Lucchetti.
Ma, proprio nelle stesse ore in cui il sindaco Angelo Zubbani, parlando alla platea della Confindustria auspicava «una grande coesione, perché lo scontro ha prodotto solo debolezza», il Tar della Toscana accoglieva i ricorsi presentati, proprio contro il Comune, dall’Associazione industriali, dalle cooperative dell’escavazione e da alcune grosse aziende del settore, fra le quali proprio la Vennai del nuovo presidente Erich Lucchetti.
In sostanza il Comune, secondo il tribunale amministrativo, sezione seconda, avrebbe “sbagliato” nel disattendere gli accordi del 2008 e rimodulando le tariffe legate all’escavazione.
Ecco i ricorsi accolti dal Tar. La pubblicazione sul sito del tribunale amministrativo regionale della Toscana è del pomeriggio di ieri.
I ricorsi sono il numero 991 del 2014 e il 992 dello stesso anno.
Il ricorso con il numero di registro 991 è stato presentato da: Associazione industriali Massa Carrara, società Guglielmo Vennai spa, Società Successori Adolfo Corsi Carrara srl, Società Caro & Colombi Spa, società Escavazione Marmi Campanili srl, Società Apuana Marmi, S.A.M. srl, Società Gualiero Corsi srl, Società Gemignani e Vanelli Marmi di Gemignani Carlo e Vanelli Carlo & C. Snc, Società Bettogli Marmi srl, Società Escavazione Marmi Fossa Ficola srl, Società Escavazione Marmi Tecchione srl, Società Escavazione Marmi Lochi Sas di Lazzareschi Eugenio M. & C., società Cava Z srl, Società F.B. Cave Srl, Società La Facciata Srl, Società G.M.C. - Graniti & Marmi Colorati di Luciano Grassi & C. Spa, Società Poggio Silvestro Marmi Srl.
Il ricorso numero 992 (sempre del 2014) è stato presentato invece dalle cooperative e in particolare da: Cooperativa Cavatori Canalgrande, Cooperativa fra cavatori di Gioia, Cooperativa Cavatori Lorano.
In entrambi i ricorsi i legali che rappresentano il contraltare del Comune sono i legali Mario Pilade Chit, Riccardo Diamanti e Carlo Lenzetti.
C’è poi un altro ricorso, il numero984 del 2014, proposto da Vanelli Aldo Marmi, rappresentato e difeso dagli avvocati Riccardo Diamanti e Domenico Benussi.
La contestazione. Le imprese che si sono rivolte al Tar contestano il sistema adottato dal Comune sganciato dagli accordi dopo il 2011. Per i bienni 2012-13 e 2014-15 è stato applicato il regolamento sulla determinazione del canone e di conseguenza sulla determinazione del contributo regionale.
Si tratta di un “atto secondo” nella guerra del marmo davanti al tribunale amministrativo regionale toscano: per i ricorsi relativi al 2012-2013 il Tar ha dato ragione ai ricorrenti e il Comune ha fatto appello.
Ma nel 2014 c’è stata una nuova pioggia di ricorsi: si sono mosse una quindicina di aziende assieme all’Associazione industriali, e nel secondo caso altre aziende singolarmente.
La sentenza Il Tar sezione seconda, composto da Saverio Romano (presidente), Eleonora Di Santo (consigliere, estensore) e Luigi Viola (consigliere) ha accolto i ricorsi presentati dagli industriali.
In sostanza la rideterminazione delle tariffe da parte del Comune (nel 2014 dopo i ricorsi accolti dal Tar nel 2013 a cui l’amministrazione si è appellata) sarebbero state illegittime.«La deliberazione di giunta numero 112/2014 si pone in contrasto con le prescrizioni conformative e preclusive contenute nella sentenza 1209/2013 di questo tribunale - si legge nella sentenza - cui il Comune avrebbe dovuto conformarsi (art. 112, 1° comma c.p.a) non essendone stata sospesa l’esecutività dal giudice di appello».
Insomma secondo il tar il Comune avrebbe fatto uno scarto in avanti che le aziende hanno provveduto ad impugnare.
Il tribunale per il momento dà ragione agli industriali. Una sentenza, o meglio tre sentenze per altrettanti ricorsi, arrivata proprio nel giorno del new della della Confindustria apuana. Il giorno in cui si dovrebbe voltare pagina e aprire al dialogo per quel che riguarda la questione marmo.
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