Toscana
«Zubbani, ferma il nuovo porto» E i Paladini chiamano Lunardi
Il fronte apuoversiliese che si oppone al progetto waterfront e Piano regolatore incontra il sindaco «Riqualifichiamo lo scalo per il turismo, non allarghiamolo». E si affida all’ex ministro di Berlusconi
CARRARA. I Paladini apuoversiliesi incontrano il sindaco Angelo Zubbani per chiedere l’alt all’ampliamento del porto di Marina di Carrara. E intanto si rivolgono all’ex ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Pietro Lunardi per avere un parere tecnico. Lunardi, che è ingegnere e imprenditore – e che ha casa a Forte dei Marmi – , si è reso disponibile per una riunione con tutti gli ambientalisti e le realtà interessate per sabato 19. Sarà dunque l’ex ministro di Berlusconi (fu nel suo governo dal 2001 al 2006) – non precisamente un ambientalista – a “lavorare” per i Paladini Apuoversiliesi sul piano delle valutazioni tecniche sul Piano regolatore portuale.
Nel faccia a faccia, i Paladini hanno esposto al sindaco tutte le preoccupazioni che già avevano esternato al primo cittadino di Massa Alessandro Volpi. E, cioè, che le opere portuali possano aggravare l’erosione del litorale verso Massa, fino a danneggiare le spòiagge di Forte dei Marmi e del resto della Versilia. Per questo, hanno chiesto di eliminare il pennello di 150 metri alla foce del Carrione previsto nel progetto che, come sottolineato dagli ambientalisti di Carrara, potrebbe aggravare potenziali esondazioni e allagamenti.
Su questo tema il sindaco ha comunicato che, se pur il Water Front, non ha necessità di ulteriori approvazioni e sarebbe quindi pronto per partire, sta attendendo proprio le valutazioni da parte della Regione, in modo da avere maggiori certezze. Si è passati quindi a parlare del progetto dell'ampliamento del porto di Carrara previsto dall'attuale accordo di programma, di cui il Water Front parrebbe essere parte preliminare e, secondo il geologo Caniparoli una riedizione del progetto di ampliamento del Porto già bocciato nel 2002 dal Ministero dell'Ambiente (poi l'autorità fece ricorso al Tar e il ricorso fu respinto) perché ambientalmente troppo impattante. Ad allarmare i Paladini è un pennello (cioè una scogliera artificiale) di 850 metri che dovrebbe entrare in mare, proprio alla foce del Carrione, cosa che, secondo Orietta Colacicco, presidente dell’associazione, «potrebbe moltiplicare per 6 l'avanzamento dell'erosione, che già marcia al ritmo di 8 metri all'anno. È logico pensare infatti che una simile estensione, di almeno 6 volte superiore ai pennelli attuali, possa non solo accelerare, ma anche spostare l'erosione a sud secondo il suo raggio di azione, andando a toccare non solo e non tanto la costa apuana, ma molto più in là oltre il pontile di Forte dei Marmi».
Secondo Paolo Corchia, vicepresidente di Confturismo Toscana «in termini economici si potrebbe mettere a rischio un territorio che solo per la parte ricettiva conta 356 alberghi in Versilia e 100 fra Massa e Carrara, oltre ai bed and breakfast e alla ville in affitto e muove un fatturato die 2 miliardi di euro all'anno. Questo senza contare quanto prodotto da 520 bagni, dai ristoranti, da tutte le attività commerciali e dall'indotto dei professionisti e degli artigiani. In totale si parla di migliaia di posti di lavoro».
Dariella Piolanti, di Amare Marina, ha sostenuto che il porto di Marina di Carrara « ha perso e continua a perdere: si dice del 7% i volumi di traffico. Un porto che non viene utilizzato neanche dagli industriali del marmo, che preferiscono quello di Spezia. Se quindi ci può essere un futuro questo sta nel riutilizzare lo stesso porto esistente per farne un grande porto turistico. La proposta consiste non in un progetto di ampliamento bensì in un progetto di riqualificazione con cambio di destinazione, là dove la parte turistica del porto diverrebbe predominante, lasciando una o due banchine per l'attività mercantile. Naturalmente senza il pennello in mare da 850 metri».
Mario Venutelli di Italia Nostra, invece, ha manifestato preoccupazione sull’attracco delle navi da crociera che – così sostiene – «finirebbero per riversare in mare i rifiuti, i liquami, con conseguenze gravi per tutti».
Il sindaco ha risposto manifestando apertura al dialogo e al confronto. Non c’è un pacchetto già pronto, ha detto in sostanza e non ci sono ancora convocazioni di consigli comunali sulla questione. Quindi, ha detto Zubbani, «ci sarà tutto il tempo per un nuovo incontro con il presidente della Regione Enrico Rossi, così come per valutare e a confrontare pareri e valutazioni tecniche presentate dai Paladini e dagli ambientalisti».
Intanto, per l’1 e 2 ottobre è in programma, promosso dal comune di Forte dei Marmi, un convegno di studi sull’erosione, centrato sul porto di Carrara, a cui parteciperanno esperti internazionali.(c.f.)
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