Attenzione
Massa, stop al cemento nei quartieri: contestazioni in consiglio comunale
I comitati invadono l’aula, sospesa la seduta. Grida, polemiche e striscioni
MASSA. «Sindaco, non vogliamo il cemento nel nostro quartiere. Cambia il Regolamento urbanistico». Grida, striscioni, confusione e qualche momento di tensione ieri in consiglio comunale. I comitati dei cittadini sorti come funghi in queste settimane a Quercioli, Turano, La Rocca, Castagnola e Romagnano, hanno invaso l’aula e chiesto con forza di essere ascoltati. Ci sono riusciti, tra battibecchi urla, portando a un’interruzione del consiglio e riportando ancora di più al centro del dibattito politico la questione dell’urbanistica. E sono riusciti a ottenere dal sindaco una presa di posizione forte: «Per me – ha detto Alessandro Volpi, raccogliendo applausi scroscianti dopo precedenti ripetute contestazioni – l’ambito dei Quercioli può essere stralciato dal Regolamento urbanistico». «Non è possibile – ha aggiunto strappando altri applausi – approvare una pianificazione urbanistica contro la volontà dei cittadini».
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Era stato Stefano Alberti, consigliere del Pd (cioè della maggioranza) ma anche fortemente critico sulle previsioni urbanistiche riguardanti la “sua” Quercioli ha chiedere al primo cittadino «una presa di posizione politica chiara, e cioè se è favorevole allo stralcio del tracciato dei Quercioli». «Noi di Articolo Primo, forza di maggioranza, non dobbiamo cambiare la nostra posizione. Eravamo per lo stralcio dell'ambito dei Quercioli prima e lo siamo oggi. Con o senza l'aula piena di cittadini che, giustamente, hanno fatto valere i loro diritti», ha commentato Simone Ortori.
Ma i cittadini dei comitati – la maggioranza era formata da gente dei Quercioli con magliette con su stampato un grosso “No”, cartelli con su scritto “No alla realizzazione dello scempio ai Quercioli, No alle rotonde, No al nuovo assetto viario, No alla colata di cemento” (gli stessi usati nella fiaccolata con oltre 700 persone della serata di lunedì scorso) – hanno contestato anche altro. A cominciare dal “percorso partecipativo” che ha portato all’adozione del Regolamento urbanistico. «Ma quale partecipazione: agli incontri organizzati dal Comune c’era una dozzina di persone, tutti tecnici. Le scelte sono passate sopra la testa di noi cittadini», ha gridato qualcuno. «Sono del Pd e appoggio Volpi – ha detto Evandro Dell’Amico, del comitato di Turano – ma il sindaco deve capire che la nostra battaglia è fatta anche per avere un territorio più sicuro. Con meno cemento e, quindi, con minori rischi idraulici per i nostri quartieri».
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Insomma: i cittadini non mollano, il sindaco apre a una radicale revisione del Regolamento urbanistico nel senso delle richieste dei comitati e si apre un nuovo scenario su cui discutere. Così, quando i cittadini cominciano a lasciare i banchi del pubblico e il presidente del consiglio dichiara riaperta la seduta, il consiglio comunale avvia un dibattito “fuori programma” sul Regolamento urbanistico. La situazione è fluida e complessa, anche dal punto di vista procedurale: l’intero pacchetto delle norme su come e dove costruire in città – questo è in sostanza il Regolamento – è in discussione. E per una città che attende da 30 anni e più nuove leggi urbanistiche, i tempi stringono.
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