Sicurezza
Sparisce per sempre quartiere Matteotti
La Regione eroga i soldi per definire gli atti burocratici
AULLA. C'è un pezzo di Aulla destinato a scomparire, anche se non si sa ancora quando. La parte di quartiere Matteotti che si affaccia sul torrente Aulella, infatti, non ci sarà più, ad eccezione del palazzo accanto al ponte, sostituita da un nuovo argine.
Parliamo della porta di ingresso all'abitato di Aulla da sud, dove si stagliano, nella loro vetustà e recente squallore di dimore abbandonate a loro stesse, le bianche case popolari, dove non vive più nessuno da tempo, dove i portoni d'ingresso sono stati sbarrati per evitare che qualcuno possa entrarvi per dormire.
Case popolari che dovrebbero essere ricostruite ex novo nelle aree ferroviarie dismesse della Pontremolese, forse proprio dove ora si trovano i tristi container bianchi e blu che ospitano scuole elementari e medie.
A sparire per sempre sarà anche la storica officina di Luciano Furia, deceduto di recente a Santo Domingo, ora gestita dai meccanici nordafricani che lavoravano con lui. Insomma, tutta la striscia di case e attività che affacciano sul torrente Aulella a quartiere Matteotti non ci sarà più, perché la terribile e mortale alluvione del 25 ottobre 2011 non ha infierito soltanto su viale Lunigiana e su via Resistenza, con il fiume Magra che si portava via due vite che attendono ancora giustizia, ma ha fatto parecchi danni anche a quartiere Matteotti, con i numerosi abitanti delle case popolari che hanno subito i disagi maggiori.
Infatti, pochi giorni dopo l'alluvione, queste persone furone sfollate dalle loro case a seguito di una ordinanza di sgombero per inagibilità emanata dal Comune di Aulla.
Le scene di disperazione non mancarono: infatti, nonostante l'evidente inadeguatezza degli alloggi, gli anziani in particolare proprio non ne volevano sapere di abbandonare case vecchie e ormai fatiscenti, ma dove erano pur sempre custoditi la loro vita, i loro ricordi, i loro affetti.
Quindi, ci fu chi trovò ospitalità da parenti, chi usufruì dei contributi regionali per l'autonoma sistemazione, chi acquistò una nuova casa sempre coi soldi della Regione Toscana. Ma c'è anche chi non subì grossi danni dall'esondazione del torrente Aulella, ma vedrà, comunque, la propria casa demolita.
Si tratta delle 9 famiglie che vivono nella palazzina che ospita anche l'officina ex Furia, le quali dovranno trovare una nuova sistemazione. A indennizzarli e ad erogare il denaro affinché possano acquistare una nuova casa ci penserà ancora la Regione Toscana, che ha stanziato ulteriori risorse per acquistare da loro le case destinate ad essere demolite. 180mila euro in più che portano la cifra complessiva a un milione e 580mila euro.
Il tutto previsto dall'accordo di programma fra Regione Toscana e Comune di Aulla, finalizzato agli interventi di delocalizzazione degli ulteriori edifici privati di quartiere Matteotti.
Praticamente ai proprietari degli edifici privati in questione verrà erogato un incentivo e, contestualmente, gli immobili dei proprietari beneficiari dell'incentivo verranno acquisiti al patrimonio comunale: il Comune di Aulla, poi, li metterà gratuitamente a disposizione dell'ente che sarà individuato dalla Regione Toscana per la loro demolizione
. Inoltre, in base all'accordo di programma citato, il Comune di Aulla dovrà rendersi garante entro questo mese della sottoscrizione dei contratti preliminari di compravendita ed entro il prossimo 31 dicembre della sottoscrizione di quelli definitivi.
Alla firma dei contratti preliminari di compravendita il Comune di Aulla, con le risorse messe a disposizione dalla Regione Toscana, corrisponderà un acconto del 30% ai privati venditori, mentre il saldo verrà erogato alla firma dei contratti definitivi.
Insomma, con questo ulteriore atto la Regione Toscana imprime una accelerazione al piano di delocalizzazione contenuto nell’accordo di programma. Un quartiere che sparisce, non solo pietre ma anche ricordi. Anche tremendi, come in quei terribili giorni dell’alluvione (una delle alluvioni) che ha colpito duramente la città e questo fragile territorio provinciale.
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