Italia
Morte a Codolo, due condanne
La Corte d’appello conferma la sentenza di primo grado
ZERI. Confermate in Corte d’appello le condanne per la morte di Giuseppe Sorace.
Giuseppe Sorace, carrozziere, aveva 37 anni quando, nel luglio del 2008 morì a seguito di una caduta per il cedimento del parapetto a cui si era appoggiato durante la Notte bianca, a Codolo di Zeri. Lasciò la moglie e un bambino di 8 anni.
A giudizio, per la sua morte, sono finiti Krysztof Przekoracki, 48 anni, e Sergio Pizzi, 50. Il polacco era l’ideatore della Notte bianca e proprietario del terreno dove avvenne l’incidente. L’uomo voleva recuperare il borgo e aveva acquistato alcuni immobili con l’intento di ristrutturarli e poi rivenderli. Nel mirino degli inquirenti, infatti, finì fin da subito la recinzione del terreno che poi cedette facendo fare un volo di quattro metri a Sorace.
Sergio Pizzi, 50 anni, di Figline Valdarno, era, invece, il referente della società che aveva organizzato la Notte bianca di Codolo insieme a Przekoracki.
Nell’aprile del 2014 le sentenze di primo grado: il giudice monocratico Fabrizio Garofalo condannò a due anni il polacco e a 8 mesi Pizzi, con sospensione della pena. Dispose inoltre il pagamento di 50mila euro alla moglie e altrettanti al figlio della vittima (rappresentati dagli avvocati Giampaolo Carabelli e Giacomo Battistini) e 30mila ciascuno a padre, madre e sorella (difesi dall’avvocato Riccardo Balatri).
I due condannati ricorsero in appello, ma ieri la Corte ha confermato per loro la sentenza di primo grado.
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