Il Tirreno

La replica

Il sindaco Volpi «Cambieremo questo regolamento»

di Manuela D’Angelo
Il sindaco Volpi «Cambieremo questo regolamento»

Massa, il primo cittadino spiega tempi e modi per le modifiche al piano

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MASSA. Se la città ha paura che il regolamento urbanistico non possa essere stralciato in alcune sue parti, e quindi modificato significativamente, e che resterà così come l’amministrazione l’ha creato, il sindaco ha il dovere di rispondere e, se può, di tranquillizzare.

«L’obiezione che lo stralcio di alcune parti di regolamento urbanistico - inizia il sindaco Alessandro Volpi- possa ledere la legittimità dell’atto, non è pertinente: il regolamento rimane un atto unico, ma osservabile per singole parti, come prevede la legge. È ovvio che attraverso le osservazioni, si possono stralciare parti del regolamento urbanistico che poi verrà comunque approvato in sede definitiva come atto unico, semplicemente modificato. In pratica rivoteremo interamente l’atto, senza le parti stralciate».

Il sindaco ribadisce anche che «le osservazioni hanno proprio questo fine, ovvero far pervenire all’amministrazione le istanze delle singole parti. Quindi è ovvio- prosegue- che le osservazioni possano essere accolte, possano modificare il regolamento e non per questo inficiarne la filosofia».

E qui si tocca un altro punto importante, infarcito di polemiche nelle ultime settimane: l’amministrazione, assieme al segretario generale del comune, ha sempre parlato di una filosofia del regolamento urbanistico che lega tutti i vari ambiti, con la quale si è voluto ridisegnare il volto della città. Dunque è possibile stravolgere questa filosofia se, ad esempio, si leva dal regolamento l’intero progetto dei Quercioli? «Sì- risponde il sindaco- perché in realtà la filosofia del regolamento urbanistico per noi sta nei 156 articoli che riguardano il recupero dell’esistente; sulle nuove edificazioni abbiamo puntato poco, lo si vede dai numeri rispetto al piano strutturale. Abbiamo ragionato così: dovendo usare la perequazione come unico strumento possibile per realizzare opere pubbliche, coinvolgendo i privati, abbiamo evitato di inserire nel regolamento urbanistico grandi opere, che avrebbero previsto una capacità di edificazione enorme; abbiamo quindi pensato a piccole opere, parcheggi, parchi, strade di collegamento, che permettessero di utilizzare lo strumento della perequazione con un impatto ridotto sul territorio, ma che soprattutto potessero essere facilmente eliminabili dal regolamento urbanistico. In pratica nessuno degli ambiti, tranne forse qualcuno, ha una grande valenza strategica, ma questo non perché il regolamento sia disorganico, ma perché è stato disegnato così, con la possibilità di intervenire chirurgicamente sui vari progetti, senza far crollare tutto il castello e senza snaturare nulla».

In pratica il sindaco sostiene che «togliendo vari pezzi, la filosofia del regolamento non cambia», perché comunque è basata sul recupero dell’esistente e non sul nuovo da costruire.

E poi ancora sul tema degli espropri: «Mi dispiace- dice il sindaco Volpi- che i cittadini non credano al fatto che questo regolamento urbanistico consegna nelle mani dei proprietari dei terreni la volontà o meno di realizzare gli ambiti. Può accadere che i proprietari non siano d’accordo e allora lo stralcio dell’ambito diventa automatico; proprio perché il regolamento prevede il coinvolgimento dei privati per realizzare le opere pubbliche, gli stralci stanno nella sua ratio». Infine, la questione politica: «Ribadisco- conclude il sindaco- che siamo pronti a fare un passo indietro laddove i cittadini motivatamente ce lo chiedano; ciò non significa che non sia possibile osservare il regolamento urbanistico anche dall’interno, con delle osservazioni d’ufficio, dei progettisti, dei tecnici, che arrivino da noi insomma e che, a quel punto, risulterebbero come un adeguamento del regolamento alla volontà dei cittadini.

Per le osservazioni, infine, stiamo preparando un modulo da scaricare e da compilare che sarà chiaro per tutti. Non occorrerà spendere soldi per chiamare un perito. Non ce ne sarà bisogno».

Concetti questi che il sindaco ha ribadito poi ieri pomeriggio in un consiglio comunale invaso (vedi articolo accanto) pacificamente dai rappresentanti dei quartieri cittadini, in testa Quercioli, che in queste ultime settimane hanno chiesto a gran voce di non edificare ulteriormente i loro rioni.

Consegnate al sindaco le 2512 firme per dire “no” al progetto del regolamento urbanistico nel quartiere dei Quercioli. Una rappresentanza del comitato civico le ha messe nelle mani del primo cittadino ieri pomeriggio prima dell’inizio del consiglio comunale.

Alla presidente del comitato, Maria Rosa Baldini, è stato consentito di parlare alla giunta e al consiglio per spiegare le motivazioni della petizione. “Vogliamo che Quercioli rimanga così come è adesso, senza viabilità alternativa, senza rotonde e senza 106 nuovi appartamenti; chiediamo lo stralcio dell’intero ambito”.

Il consiglio comunale ieri pomeriggio era gremito di persone, tutti cittadini querciolesi, che hanno applaudito a lungo l’intervento della loro presidente.

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