Il Tirreno

Non paga i carrozzieri: condannata

La donna aveva anche nascosto la sua vettura dopo che era stata pignorata

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Condannata a due mesi e 200 euro di multa, più le varie spese legali, per aver “nascosto” la sua auto, pignorata, e aver impedito adun ufficiale giudiziario di compiere il proprio dovere. Storia curiosa, tutta massese, che si è conclusa in tribunale, con una sentenza in favore dei fratelli Orrico, Franco e Mario, titolari della nota carrozzeria Orrico srl, costituitisi parte civile, ormai parecchi anni fa, nel processo a carico di Angela Della Bianchina. La donna aveva portato la sua auto in carrozzeria, a seguito di un incidente stradale, per farsela sistemare: le venne fatto un preventivo di 2.400 euro e l’auto fu immediatamente rimessa a nuovo.

La carrozzeria rilasciò fattura e la donna si affidò ad una società di assicurazioni che, in breve tempo, provvide a inviare agli Orrico un assegno, regolare, di 2000 euro intestato però alla signora Della Bianchina. Per incassare la somma, la carrozzeria dovette per forza di cose riconsegnare l’assegno alla donna e aspettare che gli venisse corrisposto l’importo. La donna, secondo quanto dimostrato in aula durante il processo, si recò in carrozzeria per ritirare la vettura e promise che, in breve tempo, avrebbe girato l’assegno. Cosa che non avvenne mai. Numerosi i solleciti e i richiami, ma sembrava ormai chiaro: la donna si era tenuta l’assegno della società assicuratrice e con lui l’auto riparata. Si va dal giudice di pace (dicembre 2011) che con decreto ingiuntivo intima la donna a pagare la cifra di 3.652 euro, tra spese legali, interessi e rivalutazione monetaria. Cade nel vuoto anche questo provvedimento e così a febbraio 2012 si avvia la procedura esecutiva forzata e l’auto viene pignorata. Una prima volta l’ufficiale giudiziario, che si reca a casa della donna, vede l’auto e ne predispone il pignoramento, ma quando tornano gli incaricati delle vendite giudiziarie, l’auto è già sparita. Si va alla sbarra (il capo di imputazione è sottrazione di veicolo sottoposto a pignoramento, che rende vano l’atto di vendita giudiziaria), i fratelli Orrico si dichiarano parte civile, affidandosi all’avvocato Riccardo Balatri e vincono la causa in sede penale.

Manuela D’Angelo

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa