Sicurezza
Con gli stralci c’è il rischio di illegittimità
Dell’Ertole: se cancelliamo un pezzo, poi potremmo adottare l’atto?
MASSA. Stralciare intere Utoe o Aru dal regolamento urbanistico di Massa, ormai è diventato il leitmotiv di questo scorcio di fine estate.
Tutti lo chiedono, comitati, partiti, ma va detto che i primi a provarci furono alcuni consiglieri comunali di maggioranza, tra cui Dina Dell’Ertole e Stefano Alberti, entrambi del Pd, con un emendamento che chiedeva, prima dell’adozione del regolamento, lo stralcio dell’intero ambito dei Quercioli. In città sta passando il messaggio che sia inutile modificare parzialmente i progetti del regolamento urbanistico, attraverso le osservazioni, ma che sia necessario invece stralciare intere parti di questo regolamento, che sta suscitando non poche polemiche.
Stralciare, significa togliere, sfilare una parte, importante o meno, di un qualcosa di completo. Ma questo sarà possibile per il Regolamento urbanistico? Se lo chiedono in tanti, perché in realtà il nuovo R.U fu adottato dal consiglio comunale a luglio scorso, specificatamente come “pacchetto unico”. Lo spiegò il segretario generale del comune di Massa, più volte durante le sedute: il regolamento dovrà essere votato, adottato e poi approvato come un unicum, perché la sua filosofia è una sola e modificare parti significative, inficerebbe l’intero progetto. Figuriamoci, dunque, stralciarne alcune completamente. Facciamo un esempio pratico: il regolamento è come una grande torta, di cui Quercioli, ad esempio, rappresenta una bella fetta. Il consiglio comunale di Massa ha votato sì a tutta la torta, obbligati dalla filosofica dell’atto urbanistico. Ammesso, e non concesso, che attraverso le osservazioni dei comitati sia possibile “sottrarre” una delle fette dalla torta, cosa andrebbero ad approvare i consiglieri comunali tra qualche mese? Non più una torta completa. «Il nostro emendamento - dice la consigliera Dell’Ertole- secondo quanto ci disse il segretario generale, fu bocciato perché appunto sottraeva una parte considerevole al nuovo regolamento e non avremmo potuto adottarlo. Perché dunque adesso potremmo approvarlo senza una, o più di una, di queste parti? Non corriamo il rischio di votare qualcosa di illegittimo che potrebbe essere facilmente impugnabile?».
Manuela D’Angelo
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