Il Tirreno

«Tanto caldo ma qui siamo più al sicuro»

di Fabrizio Palagi
«Tanto caldo ma qui siamo più al sicuro»

Alunni rassegnati: viviamo da anni con le sbarre alle finestre

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AULLA. «Qui dentro fa tanto caldo, specialmente in inverno perchè tengono il riscaldamento al massimo. Ma non capiscono che fa male?».

E ancora: «Che brutto vivere in un’aula con le inferriate alle finestre. Però qui siamo al sicuro dal terremoto».

A parlare sono dei bambini “intercettati” il primo giorno di scuola, prima di entrare nelle aule container. Per molti di loro inizia il quarto anno scolastico nei box di metallo, per altri è il terzo, o il secondo, per una restante parte è il battesimo assoluto.

Per tutti è però disagio, misto a rassegnazione, come quella dei genitori che si rendono conto di un fatto: i loro figli rischiano di vivere gli anni più belli e spensierati dell’età scolare in scatoloni bianchi (le elementari) e blu (le medie), senza conoscere cosa sia e come si stia in un’aula in muratura.

Lo sconsolante dato è stato girato a Cristina Grieco, assessore regionale all’istruzione che, pur avendo da pochissimo ricevuto la delega, si è recata ad Aulla «per metterci la faccia», come lei stessa ha voluto rimarcare.

L’incontro con l’assessore è avvenuto quasi per caso. Alcuni genitori ci avevano contattato per fare il punto della situazione, scegliendo un luogo nei pressi del complesso scolastico. Saputo della presenza dell’amministratrice regionale, hanno aderito all’invito di chiedere un incontro con lei. La Grieco ha subito accettato e, accompagnata dalla prima cittadina, Silvia Magnani e dalla preside delle elementari, Anna Bruna Speranza, ha incontrato in sala mensa la delegazione delle famiglie. Durante il lungo faccia a faccia, svoltosi sempre nella massima correttezza, sono state chieste spiegazioni dei ritardi dei lavori al futuro polo scolastico, il cui primo lotto, relativo alle elementari, è ancora ai box a causa di lungaggini burocratiche, certificazioni sanitarie, tecniche e quant’altro, malgrado, come più volte sottolineato da Cristina Grieco, i fondi necessari siano da tempo stanziati dalla Regione.

Ma ciò non è bastato ai genitori presenti che hanno ribadito il loro disappunto, la grande amarezza e, purtroppo, una percentuale crescente di rassegnazione.

Un padre ha detto: «Vada come vada, ormai. Mio figlio frequenta la terza media e il prossimo anno sarà in una scuola vera, lasciandosi alle spalle questa bruttura. Ma trascorrere quattro anni qui dentro non è certo il massimo».

Una considerazione da adulti, ma che i ragazzini riprendono, eccome, elencando le cose che non vanno nella loro vita da “alunni relegati”.

Una bambina di prima media ha detto che quando il sole picchia forte sui tetti delle aule-box, sia in autunno che in primavera, «stare in classe è come essere in una camera a gas». Esempio di certo esagerato, ma che indica chiaramente il disagio di stare 5 ore in una stanzetta metallica, magari in 20 alunni, perdipiù priva dei condizionatori d’aria. Sì, perchè le scuole medie, al contrario delle elementari, sono ancora senza i climatizzatori.

Una fatto negativo che, promessa dell’assessore Grieco, presto non esisterà più dato che anche le medie verranno dotate dei condizionatori.

Sindaco e assessore regionale, accompagnate dai presidi e dall’assessore comunale all’istruzione di Aulla, Angela Simonelli e dall’ex Provveditore agli studi di Massa Carrara, l’aullese Luigi Sebastiani, hanno visitato, una per una, tutte le classi delle due scuole nei container, salutando alunni e insegnanti. Nell’occasione, Cristina Grieco ha detto ai ragazzi che si sta facendo il possibile per toglierli da lì, ma che ci vorrà ancora tempo.

Infatti è il fattore tempo che preme su tutti. Silvia Magnani ha ribadito, durante l’incontro con i genitori, che saranno necessari 150 giorni di lavoro dopo che tutto l’iter burocratico verrà esaurito. Come dire: se da oggi, per miracolo, venisse dato il via libera a muratori e carpentieri, a inizio primavera le nuove scuole sarebbero pronte.

Ma sia i genitori che la preside Anna Bruna Speranza hanno scosso il capo. «Come minimo si andrà a fine del 2016 e ciò sarebbe già un bel risultato» è stato il commento finale.

All’orizzonte, quindi, il quinto anno nelle aule container.

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