Il Tirreno

Il fatto

Blitz al ristorante vegano, c’è un sospetto su una socia Endas

Blitz al ristorante vegano, c’è un sospetto su una socia Endas

Il gestore ha saputo il nome dell’attivista da un amico Ma i clienti ora chiedono che fine ha fatto Fattoria felice

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MARINA DI MASSA. Il vecchio gestore del circolo Endas Pitagora, il ristorante vegano di via Zini a Marina di Massa imbrattato dagli animalisti dopo la decisione di inserire il pesce nel menù, ha un sospetto su chi possono essere gli autori delle minacce. O almeno sa chi è una delle persone che hanno partecipato al blitz. Francesco Goracci lo ha scritto sul profilo Facebook del locale, specificando che la presuta sabotatrice è una donna, socia Endas. E quindi una cliente. L’imprenditore ha già segnalato il nominativo alla stazione dei carabinieri di Marina di Massa.

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Ma la vicenda è lontana dal chiudersi qui perché gli animalisti, pur condannando quelle scritte, vogliono vederci chiaro sul cambiamento di rotta del Pitagora, ma non solo. Attivisti vogliono sapere che fine ha fatto un progetto di Goracci a cui tutti tenevano: la Fattoria felice.

«Il mondo animalista e antispecista di Massa e La Spezia, dopo aver atteso per ben sei anni notizie circa la realizzazione della fattoria, che ha il nobile scopo di salvare animali dai macelli - scrive Anna Spina -, ha nuovamente chiesto informazioni sull'iniziativa di cui il signor Goracci, presidente del circolo Boccadoro ex circolo Pitagora ex ristorante Pitagora si è fatto promotore e a cui tantissimi cittadini apuani e spezzini hanno generosamente contribuito, donando soldi, presenziando alle cene benefiche organizzate presso il ristorante Pitagora poi circolo Endas Pitagora e alla sagra vegetariana di Marina di Massa organizzata dallo stesso Goracci».

E la rappresentante degli animalisti aggiunge: «Goracci alle richieste di notizie ed informazioni circa il progetto Fattoria Felice, giunte in questi ultimi giorni, si è sempre sottratto, non rispondendo a nessuna delle garbate ed educate domande che abbiamo posto, anche, sulle sue pagine Facebook ed è arrivato perfino a cancellare le legittime richieste di spiegazioni circa il progetto benefit di chi gli ha elargito donazioni, anche brevi manu presso il suo locale, donazioni per cui, fidandosi della sua parola, spesso non sono state emesse ricevute».

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