La manifestazione
Piove, ecco le vie e le aree off limits
Mappa della aree critiche: pompe a Ricortola e Bondano Ronchi, Poveromo e tutti i sottopassi senza fognature
MASSA. Una volta ti mettevi a letto, ti accendevi la tv e la domenica di pioggia te la passavi così: in pieno relax. Adesso, quando arriva un temporale a metter fine all’estate, tremi, stai con il naso incollato ai vetri, ti colleghi a Internet, ti affidi alla meteorologia. Perché dai tempi in cui la pioggia non faceva paura, di acqua sotto i ponti - metafore a parte - ne è passata parecchia. E le ferite sono ancora aperte: alluvioni, interi quartieri nel fango, smottamenti. E due frane costate la vita a tre persone. Il Comune - ad onore del vero - la lotta contro il dissesto idrogeologico l’ha ingaggiata: ponti nuovi, messa in sicurezza di alcuni versanti. Fronte di guerra aperto, ma l’acqua dà ancora l’impressione di essere la più forte: basta uno scrocio e i tombini si intasano, le strade si allagano, i sottopassi sono offlimts. Per non parlare della stazione (la competenza è delle Ferrovie) dove le scale ricordano le cascate del Niagara.
Sottopassi “condannati” all’allagamento. A Massa lo sanno pure i bambini: se piove, evita i sottopassi. Guai ad imboccare viale della Repubblica perché, all’altezza di Quercioli, arriva lo sbarramento, guai a percorrere via Marchetti o via Marina Vecchia. I sottopassi sono laghi ed evitare che succeda è praticamente impossibile: quando sono stati realizzati, nessuno ha pensato a dotarli di impianto fognario o di un sistema per convogliare e pompare le acque (come è stato fatto alla nuova struttura al Casellotto). I sottopassi, quindi, sono condannati: l’acqua scende fino al punto più basso e di lì non esce, il livello sale e chi passa da quelle parti rischia grosso. Unica soluzione mettere mano al portafoglio e dotare tutti i sottopassaggi di rete fognaria. Opere importanti, non soltanto per l’importo economico complessivo, ma pure per gli effetti sulla viabilità.
Aiuto, l’acqua è sopra il ponte. Se raggiungi un ponte, ti aspetti che l’acqua scorra sotto. Sbagliato: se quel ponte è il “Francesconi”, lungo via Carducci, all’altezza di Tinelli (la competenza è di Palazzo Ducale), beh è frequente che l’acqua scorra pure sopra costringendo gli automobilisti a velocità degne della più anziana delle tartarughe. Ma ieri mattina anche il ponte sull’Aurelia, a Castagnola, era ko: il tombino all’imbocco con via Tecchie era completamente occluso e per defluire l’acqua si è aperta una strada tra i veicoli creando un rallentamento del traffico e una coda niente male.
Non tutta colpa dell’incuria perché da sempre il primo temporale autunnale è quello che “fa pulizia” e dà una mano alle piante a liberarsi delle vecchie foglie: così un’infinità di aghi di pino finisce in strada, nelle fosse di scolo, a lato delle strade e nei tombini.
A Ronchi e Poveromo sognando le fognature. Se piove, stai certo che Ronchi e Poveromo diventano risaie. Impossibile che non sia così: da quelle parti - il nocciolo del problema è tutto qui - le fognature non ci sono. Farle tocca a Gaia che le ha inserite nel piano delle opere con inizio nel 2017: il Comune si è già fatto avanti e ha chiesto di dividere il lavoro complessivo in tranche e di partire entro fine anno con il primo lotto. Altrimenti il rischio è che anche il 2016 sia all’insegna di strade, giardini e cantine allagate.
Ricortola e Bondano hanno paura. Chi la furia dell’acqua l’ha conosciuta sulla propria pelle nel novembre del 2012, oggi ha paura. A Mirteto, Romagnano, Ricortola, Bondano, il ricordo dell’alluvione è vivissimo. Parte dei lavori - e una parte importante - è stata fatta: il Comune ha realizzato i 5 nuovi ponti sul Ricortola, adatti a sostenere piene duecentennali. Non solo, sono cominciate anche le opere al reticolo idraulico del Ricortola: al Calatella a mare che nel Ricortolo confluisce, e a Romagnano. Lavori che secondo il Comitato alluvionati, non si svolgono però in maniera organica e con una chiara calendarizzazione. In ogni caso le opere sono ancora in corso tanto che domenica le pompe erano al lavoro sul Calatella.
È per fare il punto sui tempi,infatti, che il comitato ha chiesto e ottenuto la convocazione di un tavolo istituzionale: il 30 ottobre il sindaco, i comitati degli alluvionati, il consigliere regionale Giacomo Bugliani (Pd) e l’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni, gomito a gomito, faranno il punto sulle cose fatte e sulle cose da fare. E definiranno - sperano i residenti - un preciso calendario, perché la pioggia faccia sempre meno paura.
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