Il dolore
Padula, il degrado abita ancora qui
Sacchi neri accanto alle panchine, la passerella di legno cade a pezzi, le opere della Biennale nel dimenticatoio
CARRARA. Cestini stracolmi o sacchi neri gettati direttamente a terra. Panchine rotte o nascoste sotto centimetri di erba incolta. Statue ancora annerite o ricoperte di scritte in attesa di essere ripulite chissà quando. Questo è il parco della Padula oggi, a ormai quattro anni di distanza dallo stanziamento dei fondi per la sua riqualificazione e da oltre un anno da quando Il Tirreno, in una delle sue inchieste, scoprì che era scomparsa dal parco la famosa civetta dell'artista statunitense Robert Morris, la Nottola di Hegel - così si chiama l'opera - una delle più importanti e originali opere della Biennale internazionale di scultura del 2002. Un furto che ha rappresentato solo il capitolo più brutto nella storia di abbandono del parco su cui il Comune, nel 2002, ha investito 2 miliardi e 600 milioni di lire per la realizzazione della Biennale, per farlo diventare il primo museo a cielo aperto della città e punto nevralgico della cultura carrarese. Progetto però naufragato, perché il percorso museale è stato abbandonato, le opere pure e il parco è finito nel degrado. Adesso qualcosa si sta muovendo, dopo anni di attese, lavori appaltati e mai iniziati, o iniziati ma interrotti subito, il progetto di riqualificazione di villa Fabbricotti - finanziato con i fondi Piuss - ha riaperto i cantieri e sta andando avanti spedito. Un progetto diviso in due parti: la prima, per un totale di finanziamento di 1,4 milioni di euro, prevede la riqualificazione della villa ed è quasi ultimato; mancherebbero solo gli allacci. L'altro, che porterà alla creazione di tutto il percorso che porta alla villa, quindi con vialetti, punto informazioni, stalli, servizi igienici, per un totale di 1,1 milioni di euro, è in fase di realizzazione. Il tutto dovrà necessariamente essere consegnato entro il 2016 per non perdere i finanziamenti regionali «e ci riusciremo» garantisce l'assessore alla cultura Giovanna Bernardini. «Certo – continua – abbiamo avuto dei ritardi, ma non per colpa nostra: le ditte se ne sono andate e abbiamo dovuto riappaltare i lavori, ma adesso stanno andando avanti spediti e avremo il parco pronto entro il 2016». Stando al progetto poi il percorso sarà anche a misura di disabile e avrà dei punti espositivi sparsi nel percorso;«Diventerà uno dei luoghi espositivi della città», aggiunge la Bernardini. Non è ancora chiaro tuttavia come l'amministrazione comunale intenda gestirlo per evitare il déjà vù, ossia che il parco ricada nuovamente nel degrado per mancanza di fondi per la manutenzione. «Non siamo degli sprovveduti – incalza l'assessore –Stiamo cercando la formula giusta per far sì che ciò che non accada». Questo progetto di riqualificazione, inoltre, riguarda solo un terzo dell'intero parco che in totale copre un'area di 9 ettari. Rimane esclusa tutta la parte più vicina al centro città, dove si trova l'altra struttura della discordia, accanto ai giochi per bambini: un immobile in fase di ristrutturazione (quasi ultimata) e che dovrebbe diventare, stando ai piani, una ludoteca. I lavori tuttavia sono fermi da mesi e non è chiaro che uso voglia farne il Comune. Rimane fuori dal progetto di riqualificazione anche il ponte in legno costruito sempre nel 2002 in occasione della Biennale per una spesa di 500 milioni di lire e che aveva anche ascensori per l’abbattimento di barriere architettoniche; utilizzato solo in occasione dell’inaugurazione della Biennale di scultura del 2002 è chiuso da 13 anni. Gli ascensori non sono mai entrati in funzione a pieno regime perché necessitavano di una linea telefonica (per eventuali guasti) e di un sistema di sorveglianza che non c’era, mentre il ponte stesso, essendo in legno, aveva bisogno di manutenzione, mai assicurata. Così sul ponte le travi in legno si sfaldano, ad altre mancano pezzi, la struttura è pericolante. E così rimarrà ancora a lungo. Stesso discorso per le opere inghiottite nel degrado.«Piano piano faremo tutto – commenta l'assessore – Se l'amministrazione avesse la bacchetta magica allora risolverebbe tutti i problemi, ma non è così. Abbiamo iniziato con il progetto di recupero della villa, che quando sono arrivata io stava cadendo a pezzi. E se non avessi impiegato quei soldi per la villa, non avremmo avuti i fondi per recuperare il parco. Era quindi un passaggio necessario per poi andare avanti con il recupero dell'intero parco».
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