Gioco
Oltre ottomila crocieristi hanno fatto tappa a Marina
Bilancio con segno positivo per il presidente dell’Authority Francesco Messineo. Promosse le escursioni sul territorio
CARRARA. Sono stati ben ottomila e seicento i crocieristi, che a bordo delle navi Arethusa, Panorama e Island Escape, quest'estate sono arrivati nel porto a Marina di Carrara. Dopo tanti anni di fermo, finalmente, anche lo scalo della terra apuana è tornato a rivivere, generando così un nuovo afflusso turistico e un rilancio dell' economia locale, da troppo tempo in grave difficoltà. Le navi di lusso di medie dimensioni, non più di 270 metri, che hanno sostato nella banchina “Chiesa” a Levante, si sono fermate per ben 48 volte lungo la costa di Carrara: l' Arethusa con a bordo 50 passeggeri si è attraccata per ben 34 volte, la Panorama con 50 passeggeri 10 volte e la Island Escape che mediamente trasporta 1.600 passeggeri 4 volte. «Siamo molto soddisfatti del risultato che abbiamo ottenuto con il ritorno delle navi da crociera di piccole dimensioni, - afferma il presidente dell'Autorità Portuale l'ingegner Francesco Messineo -, nel porto di Carrara. Abbiamo puntato su un traffico crocieristico di lusso, con meno passeggeri rispetto ai 4-5 mila della Msc o della Costa, ma con più potere di acquisto, in media circa 100 euro per singolo crocierista, da spendere poi sul nostro territorio. Le ridotte dimensioni delle navi, fino a 270 metri per circa 600/700 passeggeri, evita un’eccessiva sottrazione di spazi operativi e allo stesso tempo garantisce una miglior accoglienza dei turisti. L’ Authority, inoltre propone come escursioni il territorio come principale offerta, date le sue variegate ed interessanti caratteristiche». I passeggeri una volta scesi a terra hanno potuto scegliere, oltre alle tappe offerte dalla compagnia della nave nei vicini centri città come Pisa, Siena o Firenze, delle escursioni a Carrara come: le cave di marmo, i laboratori degli scultori e, in generale, i luoghi di pregio culturale e paesaggistico della terra apuana. «Sono stati centinaia i turisti scesi dalle navi e arrivarti, - continua Davide Bruni, responsabile Carrara Marble Tour -, tramite dei bus navetta che partivano dal porto, nelle cave di marmo. Abbiamo registrato un notevole incremento di fatturato, ogni passeggero spendeva almeno 70 euro a testa per comprare un souvenir artigianale in marmo, rigorosamente made in Italy. Quest'anno abbiamo avuto solo un assaggio di quello che le navi da crociera possono, in termini economici, veramente generare su una piccola città come Carrara». La rivalorizzazione delle banchine carraresi può rendere ancora più competitiva l'intera costa della Toscana, facendo così concorrenza anche al vicino ancoraggio di La Spezia che in soli tre anni è arrivato a livelli del porto di Livorno, fatturando solo nel 2013 un più 325% , creando un grave danno allo scalo livornese. «Nel 2012 l'amministrazione comunale di Carrara, - dichiara Giuseppe Bergitto, vicepresidente della commissione attività produttive di Carrara -, ha voluto riallacciare i rapporti con i grandi tour operator che organizzano le tappe delle crociere, per riportare le navi a fermarsi nelle nostre banchine e dare così la possibilità a tutto il comparto turistico di lavorare con i passeggeri e per far conoscere, nello stesso tempo, tutte le nostre risorse paesaggistiche». E arrivati ormai a fine estate il prossimo obiettivo, sia dell'Autorità Portuale che dell'amministrazione comunale di Carrara, è la pianificazione della prossima stagione estiva con le nuove compagnie luxury: per il 2016 sono stati già stati confermati gli accosti delle navi Panorama (armatore Variety Cruises, 55 metri), dell’ Arethusa (armatore Grand Circle Cruise Line, 59 metri) e, della più grande Thomson Discovery (armatore Thomson Cruise, 270 metri). ""L'attracco delle navi da crociera a Carrara è senza ombra di dubbio, - conclude Giacomo Bugliani, Presidente Commissione Bilancio in Regione -, un segnale positivo per tutto il territorio apuano. Ora con la definizione del nuovo Piano Regolatore Portuale si arriverà ad una razionalizzazione del porto con particolare attenzione anche alle attività dei Cantieri Apuani e del Nuovo Pignone e di tutto il settore commerciale».
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