Il Tirreno

Nuova campanella, vecchia storia

Nuova campanella, vecchia storia

Post alluvione, per il quarto anno consecutivo i 400 studenti di Aulla avranno i container come aule

2 MINUTI DI LETTURA





AULLA. E sono quattro anni, anzi, quasi cinque, considerando che la terribile alluvione che ha squassato Aulla è avvenuta il 25 ottobre 2011, di fatto costringendo grandissima parte della popolazione studentesca a svolgere lezione in container che, pur con tutta la volontà messa dagli amministratori comunali passati e attuali, sono ben distanti dall’assomigliare a un vero istituto scolastico, fatto di mattoni, cemento armato, grandi e luminose finestre, bagni non maleodoranti, tetti in tegole che respingono i cocenti raggi di sole primaverile e di fine estate, e magari con un po’ di verde attorno o, quantomeno, con terreno autentico, non di detriti pressati che sollevano polvere quando è caldo e creano fanghiglia appiccicosa quando piove,

Tutto questo è il complesso scolastico all’ex stazione ferroviaria dove, quest’oggi, oltre 400 alunni di elementari e medie iniziano l’anno 2015-16. Molti di loro, un’aula vera, proprio non l’hanno mai vista. Si tratta di chi, quel maledetto martedì di fine ottobre, era all’ultimo anno dell’asilo, oppure di chi aveva appena iniziato la prima elementare. Quattro anni nel container. Potrebbe sembrare il titolo di un libro o di un film e invece è pura realtà.Una situazione che ogni anno diventa più pesante, come confermato da genitori e insegnanti lo scorso aprile quando siamo andati ad attendere l’uscita da scuola di un giorno qualunque, quando il caldo iniziava a farsi sentire e quindi si parlava già di condizionatori d’aria da attivare.

Infatti quasi tutti i container ne hanno uno, o più, sistemati sui tetti, dato che all’interno lo spazio è poco e le persone sono tante e quando fa caldo, lo si sente di più che in un normale edificio in muratura.

Disagi che si assommano a disagi, dato che il problema degli spazi ristretti non è l’unico. Ad esempio c’è la questione della palestra (che non esiste): i ragazzi devono fare la spola, tramite gli scuolabus, per raggiungere il Centro sportivo di Quercia ove potervi svolgere le lezioni di educazione fisica,

Poi la mancanza di aree degne di tale nome all’esterno dei container: i genitori e i ragazzi, all’entrata e all’uscita delle lezioni, si trovano ammassati tra le file dei box bianchi e blu. Tanti problemi, dunque, anche per il nuovo anno. Viene da dire: anno nuovo, vecchia storia.(f.p.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa