Il Tirreno

La polemica

Bocciato il referendum sul porto

di Luca Barbieri
Bocciato il referendum sul porto

Carrara, semaforo rosso del consiglio comunale alla proposta di consultazione popolare sull’ampliamento dello scalo e water front

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CARRARA. Semaforo rosso dal consiglio comunale per la proposta di referendum consultivo riguardante il nuovo piano regolatore portuale.

Il documento - terzo ed ultimo ordine del giorno del consiglio comunale tenutosi ieri dalle ore 13 - è stato presentato dal consigliere pentastellato Matteo Martinelli ed è stato bocciato con 12 voti contrari, 5 favorevoli e 2 astenuti.

I cinque stelle avevano preannunciato negli scorsi giorni che avrebbero portato la questione in consiglio comunale non appena possibile come ordine del giorno, e così è stato. La richiesta, inizialmente riguardante il solo piano regolatore, si è poi estesa durante il dibattito in aula anche a progetti collaterali, come water front, per esempio.

«Vista l'entità del progetto - ha spiegato il capogruppo del Movimento 5 Stelle Martinelli - è inammissibile che non siano sentiti i cittadini. Il piano è un progetto dai tempi burocratici lunghi, dai costi cospicui ed imponente da un punto di vista estetico-urbanistico. E' dunque necessario un referendum consultivo per far sì che sia la cittadinanza a decidere sull'esito di determinate opere«.

Parole a cui hanno fatto eco quelle del consigliere Francesco De Pasquale (M5S), ma anche di Giuseppe Scattina (lista della Federazione della Sinistra), passato dal gennaio scorso all'opposizione.

«E' inutile - ha aggiunto il consigliere Scattina - strumentalizzare una questione così delicata in presunti steccati ideologici. Screditare chi è contrario al progetto etichettandolo come sostenitore del "Partito del No" non rafforza il dibattito. Io penso che i cittadini debbano essere responsabilizzati e quindi coinvolti direttamente su una tematica del genere. Credo piuttosto che ci sia un irragionevole "Partito del Si", a priori peraltro, mentre i no sembrerebbero motivatissimi».

Discussione a cui è intervenuta anche Claudia Bienaimé che ha commentato: «Water front e piano regolatore portuale contribuiranno ad un'eccessiva cementificazione. Questo piano regolatore presenta inoltre le stesse problematiche di quello bocciato dal ministero dell'ambiente e dal Tar, basta confrontarli per accorgersene. Avete votato un piano che è stato bocciato, non possiamo fidarci nuovamente. Al comune spetta la pianificazione di certe zone, non all'Autorità Portuale. Ad ogni modo è impensabile non consultare i cittadini».

Intervento che ha suscitato il plauso di una ventina di cittadini presenti in aula.

La risposta del "Partito del Sì" è stata affidata, invece, ai consiglieri Leonardo Buselli (Capogruppo PSI) e Roberto Conserva (PSI), nonché al sindaco Angelo Zubbani. Tutti contrari alla proposta referendaria di Martinelli.

«Innanzitutto - ha precisato il primo cittadino - bisogna far chiarezza, distinguendo i due progetti. Water front è in fase di realizzazione, l'altro in fase di pianificazione. Non è inoltre giusto paragonare quest'ultimo progetto con quello di inizio anni duemila, bocciato. A chi sostiene che in questi anni l'amministrazione per il progetto abbia forzato le tappe, rispondo che sono progetti di cui discutiamo almeno dal 2008 e non ci siamo mai sottratti al dibattito, seppur quest'ultimo sia portato avanti con dati oggettivi».

Progetto, quello del piano regolatore, che per il capogruppo PSI Buselli «migliorerà senz'altro l'erosione».

In ogni caso con la bocciatura della proposta da parte della maggioranza, per ora, il referendum non ci sarà né per water front, né per il nuovo piano regolatore portuale.

La parola alla consultazione dei cittadini viene ulteriormente rimandata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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