Sicurezza
Un festival da tutto esaurito
La cultura vince la sfida, pienone in bar, ristoranti, ai film e alle conferenze
CARRARA. Effetto Con-vivere: la città risponde con il pienone a conferenze, cinema d’autore, tavole rotonde e concerti.
Un lungo fine settimana all’insegna della cultura che ancora una volta ha decretato il pieno successo del festival della Fondazione Crc giunto alla sua decima edizione.
Il decennale di Con_vivere che si chiude questa sera con il concerto dell'Orchestra popolare della "Notte della Taranta" è stata un crescendo di successo di pubblico e di partecipazione.
Così già nella giornata di ieri si è potuto tracciare già un piccolo bilancio con il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara Alberto Pincione.
«Ho vissuto con apprensione il decennale perché dopo dieci anni una manifestazione può anche annoiare - spiega Pincione - Invece è stato da subito un successo. Questo mi da ragione quando penso che le cose crescono con tempo nella cultura di una città. Anzi Carrara ha mostrato una grande partecipazione. E poi il festival da voce a tutti, anche alle posizioni più estreme».
Quello che va a concludersi è stato, usando ancora le parole di Gad Lerner, il festival «dell'apocalisse» che sta vivendo il mondo. Dove per apocalisse non si intende la rovina totale ma la rivelazione di nuovi destini dell'umanità. Questo, insomma, sembra essere l'edizione di Con-vivere più legata all'attualità. Lo conferma il presidente Pincione: «Viviamo in un mondo in cui dobbiamo confrontarci con culture diverse. Non a caso anche nelle precedenti edizioni abbiamo parlato di culture e paesi lontani. Ora l'attualità è l'emigrazione. Se ricordate lo scorso anno Con-vivere ha parlato del continente da cui provengono gli immigrati: l'Africa».
«Voglio sottolineare - prosegue - una differenza di Con-vivere dagli altri festival, anche quelli più vicini a noi: gli spettacoli serali. Offriamo spettacoli di grande qualità che riempiono le piazze perché ci sono artisti importanti. Ieri sera (sabato per chi legge, ndc), per esempio, lo spettacolo di Noa. Una artista che ben rappresenta l'unione di culture. Di qualità anche gli spettacoli di sabato e domenica sera. Quest'anno abbiamo fatto l'en plein dedicando un ampio spazio al cibo in piazza Matteotti».
«E' un festival in cui ho notato grande voglia di ascoltare e di discutere», conclude Pincione soddisfatto dell’andamento del festival.
E a decretare il successo di una formula che la città continua ad apprezzare e a sentire come parte ormai del proprio Dna è stata la gente. Quella che ha affollato bar, ristoranti (con un ritorno importante per il centro) , ma anche le sale delle conferenze dove si è registrato il tutto esaurito. Dal racconto della terra vista dallo spazio dell’astronauta Umberto Guidoni, all’”Uomo e la tecnica” di Umberto Galimberti, passando per le tavole rotonde su religioni e economia e al tutto esaurito del concerto di Noa: il pubblico ha apprezzato i momenti di riflessione e ha partecipato con interesse. Dimostrando, se ce ne fosse ancora bisogno, la sete di cultura della città. La voglia di appassionarsi a momenti di confronto, di discussione o anche, semplicemente, di buona musica.
Non è un caso, infine, che le proiezioni alla sala Garibaldi, anche quelle in seconda serata, abbiano avuto sempre un grosso riscontro.
In centro si è rivista, dopo parecchio tempo, la fila di giovani, ma anche famiglie con bambini per entrare in sala: da Wim Wenders a Maccio Capataonda, da Interstellar all’animazione di Wall-e , un programma, quello messo a punto dalla produttrice Tilde Corsi che ha entusiasmato il pubblico. Quella che si è respirata, nelle tre giornate del festival della Fondazione Crc è stata proprio la voglia di tornare al cinema, finalmente, nella propria città anche se, questa la nota dolente, solo per il tempo limitato di Con-vivere.
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