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Tares 2013, mancano tre milioni Arrivano le cartelle di Equitalia
Dopo i solleciti di pagamento, scattano le iscrizioni a ruolo per chi non ha versato il tributo sui rifiuti Non si sono messi a regola parecchi proprietari di seconde case. L’assessore: percentuali fisiologiche
MASSA. Decine di famiglie suderanno freddo quando apriranno la cassetta della posta, nei prossimi giorni, e si ritroveranno tra le mani una busta con ben impresso il nome di Equitalia. Ebbene sì, c’è da pagare. E non farlo è un bel rischio perché quando la palla passa in mano ad Equitalia e di mezzo c’è l’iscrizione a ruolo, il mancato pagamento fa scattare una serie di provvedimenti. Tra cui il pignoramento.
Vero che chi si vede recapitare la cartella per il pagamento della Tares 2013 (all’epoca la tassa sulla spazzatura si chiamava così), l’opportunità di mettersi in regola già l’ha avuta. Il Comune, infatti, - per ricostruire il percorso - a fine anno verifica quanti soldi non sono entrati in cassa e chi non ha pagato il dovuto. Passa, quindi alla fase B e invia i solleciti di pagamento: ti metti in regola entro 60 giorni e non sei sanzionato. Palazzo civico ha fatto così anche lo scorso anno dopo aver calcolato l’importo complessivo non pagato. Ma qualcuno - complice anche la crisi economica - nonostante il sollecito, il tributo sulla spazzatura non l’ha versato.
La burocrazia fa, quindi, il suo corso e chi non è in regola- ecco le fatidiche cartelle - viene iscritto a ruolo. La cifra in ballo non è da poco: arriveranno richieste di pagamento per un totale di 3 milioni di euro. Di questi, 2 milioni e seicentomila dovranno sborsarli i massesi che non hanno ancora fatto la fila alle Posta con i bollettini in mano. Per recuperare il restante milione, invece, Equitalia busserà alle porte di famiglie che vivono fuori comune. Si tratta, in gran parte di proprietari di seconde case sul litorale che il tributo della spazzatura, nell’anno 2013. proprio non l’hanno pagato. O l’hanno pagato solo in parte.
Dati, quelli sui ruoli Tares, che offrono uno spaccato sul mondo del turismo: così scopriamo che liguri, emiliani e parmigiani la fanno da padrone. Anche se il primato lo conquistano i lombardi: dalla provincia di Milano devono arrivare nelle casse di via Porta Fabbrica circa 50.000 euro. Tutti, appunto, per la Tares non pagata nel 2013. Un anno, a dire il vero, alquanto particolare.
È nel 2013, infatti, che il tributo della spazzatura da Tarsu diventa Tares: la trasformazione - non l’ultima - arriva a gennaio di quell’anno, ma la disciplina di dettaglio molto più tardi. Di mezzo c’è pure il cambio di amministrazione (dalla giunta Pucci alla giunta Volpi) e i bollettini per il pagamento finiscono in extremis in cassetta della posta, nel dicembre del 2013. L’amministrazione, però, non sta alle calcagna dei contribuenti. Concede un po’ di tempo, poi scattano i controlli e i calcoli, quindi i solleciti, fino alle cartelle di questi giorni.
Giovanni Rutili, assessore alle finanze, garantisce comunque che i 3 milioni di euro da recuperare non sono una cifra inusuale, ma «una percentuale fisiologica, pari al 15% circa del gettito complessivo».
Indicativamente, infatti, dal tributo sulla raccolta e lo smaltimento dei rifiuti Palazzo civico incassa - e quindi mette a bilancio - 17 milioni di euro.
In media, l’insolvenza (vale a dire il numero di chi, nonostante le richieste e le cartelle, proprio non paga) è intorno al 5%, anche in questo caso il dato - chiarisce l’assessore competente - è fisiologico.
Insomma - per parafrasare - a Massa non siamo meno bravi che altrove quando si tratta di pagare o di far pagare, se vogliamo vederla dall’ottica di Palazzo civico.
In ogni caso, nei prossimi giorni arriveranno decine di cartelle da Equitalia. E chi “ha dimenticato” di pagare nel 2013 o a pagato in maniera incompleta, dovrà mettersi le mani in tasca. Per evitare ulteriori - e spiacevoli - conseguenze.
Chiara Sillicani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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