Il Tirreno

Raccolta dei funghi frenata dal caldo e dal parassita

Gli esperti prevedono comunque una ripresa nell’autunno a patto che le prossime piogge non siano torrenziali

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PONTREMOLI. Funghi. Basta solo la parola e si accende nell’aria un’attesa spasmodica. Sospirati, spiati, coccolati, dopo le piogge agostane i tradizionali protagonisti dei nostri boschi sono in attesa delle frotte di cercatori che da ogni lato della provincia (e non solo) sono pronti ad avventurarsi lungo i boschi della Lunigiana.

Chi conta i giorni, chi la luna, chi la pioggia caduta e valuta i deleteri effetti delle giornate ventose. Chi spera di rifarsi della scorsa annata e di una raccolta di fine primavera assai modesta.

L’alta Lunigiana diventa quindi “territorio di caccia” con cestini, del pacifico esercito di raccoglitori di monte, di valle e di litorale, che vengono fatti sventolare nell’aria, nell’attesa di riempirli con i prodotti principi dei nostri boschi. E del resto settembre è il mese dei funghi per eccellenza come ben sanno i cercatori pontremolesi che stanno scalpitando per riuscire ad agguantare questo prezioso prodotto che, assieme alla castagna, si contende il titolo di “re dei boschi”.

Come afferma Giuseppe Sordi, esperto fungaiolo pontremolese che evidenzia le difficoltà di questo inizio di stagione «finora il raccolto è stato davvero misero. Non ci sono funghi né nei castagneti che nei boschi di faggi».

Risultato legato alla poca pioggia di questi mesi «comunque il tempo per rimediare la stagione c’è. Anche tenendo conto che la situazione del terreno, molto caldo, è ideale. Basta che venga una pioggia abbondante, ma non fortissima, entro la fine del mese, per poter avere un raccolto di funghi abbondante nella stagione autunnale».

Più amara è la riflessione sul fatto che i castagni, spesso indicatori della presenza dei funghi, non sono invece produttivi come di consueto già da qualche anno «forse è legato alla malattia sta colpendo questa pianta fondamentale del bosco lunigianese. Risposte certe non ce ne sono certo questo è un aspetto su cui bisognerebbe riflettere».

Opinione a cui si unisce anche lo zerasco Alessandro Zani, esperto “doppio” visto che oltre a essere un provetto cercatore è anche commerciante nel settore «fino ad adesso la raccolta è stata piuttosto deficitaria» confessa con amarezza, colpa della scarsità delle piogge che non crea quel giusto livello di umidità da cui possono scaturire quelle cappelle che colorano i boschi. Ma se c’è un po’ di amarezza per il presente il futuro si presenta roseo «la pioggia che è annunciata nei prossimi giorni potrebbe dare via ad una stagione autunnale dei funghi molto ricca». Infatti le condizioni del terreno sono ideali grazie anche al caldo intenso di un’estate afosa. «Ora c’è bisogno della pioggia, anche abbondante, - ribadisce Zani – e poi di nuovo del sole. Se quanto annunciato dalle previsione meteo si verificherà la stagione potrebbe avere dei risvolti davvero positivi». Fungaioli avvisati.

Riccardo Sordi

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