Il Tirreno

Mezz’ora di diluvio e Massa diventa una piscina

Mezz’ora di diluvio e Massa diventa una piscina

Allagata la stazione ferroviaria e buona parte dei sottopassi. Stade impraticabili e famiglie senza corrente

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MASSA. È bastata mezz’ora di pioggia intensa - l’acqua è venuta giù davvero forte tra mezzogiorno e mezza e l’una  di domenica 13 settembre- e le strade di Massa e di Marina si sono trasformate in una unica piscina all’aperto. In stazione c’era una vera e propria cascata. Per fortuna nessuno è rimasto coinvolto direttamente, ma la rabbia è tanta perché non c’è stato un tombino che abbia retto, sono saltati dopo una manciata di minuti e il risultato è stato disastroso. Come sempre quando piove intensamente. Per questo sono sacrosante le proteste dei massesi che si sono trovati in mezzo al diluvio e dovevano stare attenti dove passavano con l’auto perché rischiavano di fermarsi e di ingolfare il motore.

Forse non sarebbe servito a nulla, ma pulire le foglie secche e gli aghi di pino che erano in terra, dato che c’era lo stato di allerta, avrebbe dato una sensazione diversa a chi si è trovato in balia degli eventi. Così come quel sottopasso di via Marina Vecchia, quello che ha reso famoso Silvanon su Youtube, che da due anni ha il segnalatore luminoso che non funziona. E che si allaga appena comincia a gocciolare un po’ più forte. Polemica giusta quella del gruppo Sei di Massa se..., non si può stare a ripetere sempre le stesse cose e poi non viene fatto nulla per evitarle.

Altro punto caldo è stata stazione di Massa, appunto. Ci sono delle immagini impressionanti della cascata che scende dalle scale del sottopasso che usano i viaggiatori per raggiungere il binario due. Un fiume che va giù. Piazza IV Novembre non è riuscita a contenere l’acqua che cadeva. E anche qui è una cosa risaputa. Eppure nulla è stato fatto, neppure quando Trenitalia ha deciso di fare un restyling dello scalo ferroviario. Allagati pure i sottopassi di viale della Repubblica e San Leonardo. Problemi anche nelle frazioni montane e collinari. A Ortola le scalinate erano impraticabili verso l’ora di pranzo, mentre in cenrto è saltata la corrente e diverse famiglie si sono trovate senza luce per diverse ore. Un guasto a una centralina che Enel ha dovuto riparare in condizioni davvero problematiche.

Per fortuna quando il centralino dei vigili del fuoco stava per saltare per le tante chiamate, il cielo si è aperto ed è spuntato il sole. E le pozzanghere piano piano hanno cominciato a defluire, facendo fare il loro lavoro ai tombini che prima di allora risputavano l’acqua.

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