Il Tirreno

l’interpellanza

Benedetti scrive a Volpi «Difendiamo la questura»

Benedetti scrive a Volpi «Difendiamo la questura»

MASSA. Interpellanza del consigliere comunale Stefano Benedetti al sindaco Alessandro Volpi sull’ipotesi di chiusura della questura di Massa Carrara. «Forse non bastavano la crisi economica e...

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Interpellanza del consigliere comunale Stefano Benedetti al sindaco Alessandro Volpi sull’ipotesi di chiusura della questura di Massa Carrara. «Forse non bastavano la crisi economica e occupazionale che ha colpito la nostra provincia e i disagi sanitari provocati dal buco milionario e quindi per metterci ancor più in ginocchio - scrive Benedetti -, il governo ha pensato bene di tagliare anche la questura di Massa Carrara, significando in questo modo, che dal punto di vista della sicurezza a Roma poco importa del nostro territorio. Sono anni ormai che i cittadini, le forze politiche di ogni parte e le istituzioni locali chiedono a gran voce il potenziamento degli organici e dei mezzi per fronteggiare la microcriminalità diffusa e come risposta oggi ci arriva la notizia della chiusura della questura e poco importa se il personale operativo rimarrà presente, poichè, comunque, diventeremo insieme a Prato una provincia di serie B, rispetto alle altre realtà della Toscana dove le questure non saranno soppresse e neanche accorpate».

E Benedetti aggiunge: «Ricordo le motivazioni espresse da più parti quando il Comune di Massa doveva edificare la nuova questura in via Benedetto Croce, le quali facevano riferimento all'aumento esponenziale della criminalità nella nostra provincia e alla necessità di unificare la questura con la polizia stradale, prevedendo anche la pista di atterraggio per l'elicottero. Non più tardi di qualche mese fa, avevo personalmente proposto di realizzare lo stesso progetto all'interno della parte nuova dell'ospedale di Massa in dismissione, per poter fornire un servizio migliore alla popolazione, anche in termini burocratici e invece presto saremo obbligati a spostamenti chilometrici non solo per recarci in prefettura, ma a questo punto anche in questura. Mi chiedo dove siano finiti tutti gli eletti del territorio e perchè nessuno si attivi sia a livello regionale che nazionale per far valere i nostri diritti, poichè è incomprensibile il fatto che Massa Carrara sia estremamente penalizzata sotto ogni punto di vista».

E il consigliere conclude: «Credo che sia opportuno da parte delle forze politiche di maggioranza attivare i propri eletti a tutti i livelli per opporsi fermamente ai provvedimenti ritenuti dannosi per la nostra Provincia e nel merito tengo a sottolineare che proprio il procuratore della repubblica, questore e prefetto hanno più volte chiarito che Massa Carrara è attanagliata dalle infiltrazioni mafiose che negli anni hanno trasformato il territorio, soprattutto quello massese in una terra dei fuochi. Interpello il sindaco per chiedergli se non crede che sia necessario attivarsi ed attivare tutti i sindaci della provincia di Massa Carrara, oltre, naturalmente, tutti gli eletti in parlamento, Senato e Regione per chiedere la revisione di questa assurda, inaccettabile e dannosa decisione ».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa