Il Tirreno

Riapre il tavolo del settore marmo

Riapre il tavolo del settore marmo

Zubbani: ci sono ancora 38 ricorsi pendenti, ma anche segnali positivi dal lapideo

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CARRARA. Il sindaco apre (con le dovute riserve) agli industriali e alle altre associazioni di categoria coinvolte nella questione marmo. L’ufficialità arriva dalle dichiarazioni dello stesso Angelo Zubbani nella sede istituzionale della commissione marmo, a palazzo civico. In questa occasione il sindaco è stato chiaro: «ho ribadito il concetto - spiega - della necessità di riaprire il dialogo con gli industriali e tutte le categorie coinvolti nel tavolo del lapideo. Adesso aspettiamo la risposta dalla nuova governance di Assindustria per poter riavviare un discorso interrotto tre anni fa». E Zubbani ha parlato, davanti alla commissione marmo, dei segnali positivi arrivati dal settore marmo: «La riapertura del dialogo era auspicata anche dalle organizzazioni sindacali - ha precisato - che hanno chiuso il contratto integrativo, cosa che anche dall’amministrazione è stata apprezzata moltissimo». Quindi già nelle prossime settimane il confronto fra le associazioni di categoria e il Comune potrebbe riaprire il tavolo del marmo.

«Ci si mette al tavolo - afferma il sindaco - con un fronte giudiziario ancora aperto con la Confindustria apuana: ci sono trentotto ricorsi ancora pendenti contro la legge regionale sul paesaggio quindi non bisogna lasciarsi andare all’ottimismo. Certo ad oggi non ci sono stati ricorsi rispetto all’applicazione, da giugno, dei nuovi contributi regionali sull’escavazione. Ma, lo ripeto, gli auspici di una nuova stagione devono essere accompagnati dalla necessaria cautela del caso». E sul tavolo, una volta riaperto, fra Comune e associazioni di categoria, le questioni saranno davvero tante.

«Ci sono aspetti importanti che riguardano ad esempio la filiera corta - spiega il sindaco Zubbani - E, soprattutto, un piano attuativo che, se non realizzato nei tempi e nelle modalità giuste, potrebbe bloccare nel giro di due anni l’attività delle cave». Insomma tanti nodi da sciogliere (relativi alla programmazione e agli aspetti legali del settore) e una pianificazione che tocca da vicino uno dei settori più importanti della città. «Quello che si auspica è di poter riannodare i fili spezzati - conclude il sindaco - mantenendo ferme le nostre posizioni ma anche con la volontà di ricreare un dialogo fra un settore, quello del marmo, e non solo l’amministrazione ma, soprattutto la città. È da qui, da questa disponibilità che bisogna ripartire e l’auspicio è di avviare una stagione finalmente costruttiva».

(a.v.)

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