Attenzione
Nca dichiara 40 lavoratori in esubero
Cgil e Fiom sul piede di guerra: pronti a riprendere il dialogo al tavolo romano, ma solo se l’azienda cambia atteggiamento
CARRARA. Nca dichiara 40 esuberi e il sindacato scende sul piede di guerra. Una situazione difficile ripercorsa in una articolata nota firmata da Cgil e Fiom.
«A fronte delle situazioni di tensione che in questi mesi si sono create dopo il passaggio di proprietà del Cantiere Navale di Marina di Carrara, tra Lavoratori e Azienda nei giorni scorsi presso il MISE è stato convocato un tavolo per verificare lo stato della vertenza, al tavolo erano presenti oltre ai rappresentanti Ministeriali e Invitalia, le Istituzioni Territoriali, la Regione e i sindacati - Come CgIl e Fiom abbiamo denunciato come l'azienda da tempo tenga atteggiamenti ostili al dialogo e al rispetto dei Lavoratori, abbiamo ricordato la drammatica denuncia espressa in Consiglio comunale a Carrara dalla madre di un Lavoratore sordomuto costretto a frequenta corsi di inglese, o di un lavoratore non vedente adibito alta portineria, tutte drammatiche verità che accadono dentro a Nca da quando il Cantiere è passato di mano». «Abbiamo in oltre denunciato - prosegue la nota - il perdurare della situazione di confino n cui Nca detiene oggi una ventina di lavoratori che invece dovevano essere reinseriti nella produzione, denunciando con chiarezza davanti ai rappresentanti Ministeriali e a Invitalia, il non rispetto degli accordi presi dalla Proprietà con il territorio al momento del proprio insediamento».
«Oltre a ciò - continua il sindacato - abbiamo evidenziato durante la riunione che l'azienda in questi mesi non ha ottemperato alla reintegra di un Lavoratore Licenziato ingiustamente, dimostrando anche in questo caso la scarsa propensione al rispetto delle regole democratiche. Da parte loro anche le istituzioni presenti hanno supportato le denunce espresse, atto per altro fortemente evidenziato dal documento redatto dal Consiglio Comunale Straordinario del 22 luglio scorso, che di fatto sancisce un richiamo all'Azienda a rimuovere le vessazioni in essere verso i lavoratori».
«Purtroppo ancora una volta abbiamo assistito all'atteggiamento di spregiudicata arroganza aziendale - continua la nota - in cui di fronte ai fatti esposti ha messo sul tavolo, non volontà di dialogo o ravvedimento delle proprie azioni, ma bensì la dichiarazione di 40 esuberi tra i lavoratori, dichiarando che per vincoli contrattuali di due anni oggi non può licenziarli, ma che scaduti tali vincoli lo farà, dimostrando ancora una volta a gli increduli, di aver acquistato il Cantiere offrendo non 146 posti di lavoro ma bensì 65/70 posti di lavoro, atto che di fatto la poneva al pari di altre manifestazioni di interesse non approfondite proprio per il numero inferiore di occupati proposti, che ad oggi probabilmente dovremmo considerare più serie di quanto rappresentato dall'attuale proprietà, considerazione per altro fortemente stigmatizzata dal sindaco Zubbani al quale va il nostro riconoscimento per i contenuti puntuali del suo intervento».
«Abbiamo ribadito all'azienda la nostra disponibilità a aprire un tavolo di confronto serio per ragionare delle eventuali difficoltà legate al mercato, affermando al contempo che per tornare ad un dialogo democratico e costruttivo devono essere rimossi tutti gli atteggiamenti ostativi messi in campo dall'azienda - si chiude la nota Fiom Cgil - in primis il non superamento del confino per i 20 lavoratori tenuti in un capannone in disuso nell'area ex Farmoplant. Il tavolo romano si è concluso con una riconvocazione per il prossimo 22 settembre in cui come Fiom andremmo con la volontà di riportare serenità sul Cantiere, ma solo se non rileveremo atteggiamenti distensivi dell'Azienda».
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