Attenzione
Gazebo e verande abusivi blitz nelle spiagge comunali
Nel mirino della Capitaneria ci sono le casette: due i verbali Ma gli arenili sono in gestione e ora c’è da capire chi ha fatto le modifiche
MASSA. È toccato a numerosi stabilimenti balneari: si presenta la Capitaneria di Porto, talvolta accompagnata da Agenzia del Demanio e tecnici del Comune, e chiede documenti. Concessioni, autorizzazioni, progetti. Poi verifica la corrispondenza tra quanto previsto dagli atti e quanto realizzato. Scopo: scovare eventuali abusi.
Nella rete dei controlli, nei giorni scorsi, sono finite anche le quattro spiagge comunali attrezzate (quella al Brugiano, quella a Ronchi, in zona Fortino, quella in zona Tiro a volo, e quella vicino al Trabucco). La Capitaneria ha puntato gli occhi su gazebo, piccoli depositi, casette in legno e su tutte le zone d’ombra (verande e verandine) realizzate negli stabilimenti, unendo costruzioni preesistenti. E ha verificato se possano essere facilmente rimosse o meno. E qualche irregolarità è stata riscontrata tanto che sono stati redatti due verbali in altrettante spiagge libere. Ai gestori è stato chiesto di esibire un’ampia documentazione e di ricostruire le modifiche che le strutture hanno subìto nel corso degli anni. Perché se per uno stabilimento balneare è più semplice valutare la corrispondenza tra progetti e opere realizzate, in una spiaggia comunale attrezzata la cosa si fa parecchio più complessa. Complessa perché il concessionario non è chi accoglie il bagnante ogni mattina: la titolarità della concessione, infatti, è del Comune che la mette a gara e l’assegna ad un gestore. E il gestore affitta sdraio e ombrelloni a prezzi calmierati e fissati da Palazzo civico, garantendo anche una porzione di arenile libero per chi vuole godersi il mare senza spendere un centesimo. Ma l’assegnazione è temporanea e, quando scatta l’ora x, il gestore cambia. Ricostruire la filiera, quindi, non è semplice, nè è semplice capire chi ha fatto che cosa. Insomma, l’attribuzione di responsabilità - se di responsabilità ve ne sono - è alquanto complessa.
Tanto che i gestori delle spiagge libere attrezzate, rendendosi conto della questione alquanto intricata, hanno deciso di bussare alle porte di un legale perché li segua nell’iter burocratico e possa reperire tutta la documentazione richiesta dalla Capitaneria. Chi si ritrova un verbale tra le mani dovrà ora dimostrare di non aver commesso abusi e dovrà farlo con gli atti. Ecco, quindi, la necessità di una consulenza legale.
Ieri la Capitaneria di Porta ha fatto un salto in Comune visto che è Palazzo civico il soggetto concessionario. In via Porta Fabbrica ha chiesto puntualizzazioni e delucidazioni di natura tecnica, proprio per verificare la corrispondenza tra opere realizzate e permessi rilasciati dall’ente.
Controlli quelli dei giorni scorsi che seguono ad un’intensa attività svolta durante l’estate e nei mesi precedenti la stagione balneare: a marzo nel mirino sono finiti campi da beach e piscine realizzate negli stabilimenti. Adesso le verifiche si sono estese anche alle concessioni comunali e a chi le gestisce.
Chiara Sillicani
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