Attenzione
Ufficio postale a Canevara il Tar fa saltare la chiusura
Il tribunale amministrativo accoglie la richiesta di sospensiva del Comune L’interruzione del servizio era previsto dal 7 di settembre, ma è slittata
MASSA. Chi volesse pagare un bollettino o spedire una raccomandata dall’ufficio postale di Canevara, può farlo: sede aperta, operatori al lavoro, servizi garantiti. E non è una cosa scontata perché dal 7 settembre a Canevara l’ufficio postale avrebbe dovuto chiudere i battenti. Così ha deciso Poste Italiane nell’ambito di un progetto nazionale di razionalizzazione.
Palazzo civico, però, come decine di altri Comuni, ha detto no e ha messo al lavoro il suo ufficio legale: un ricorso dettagliato presentato al Tar di Roma. L’udienza per la discussione collegiale è fissata il 15 ottobre, ma l’amministrazione, in attesa di quella data, ha chiesto una sospensiva. Ha chiesto cioè che gli effetti prodotti dagli atti di Poste spa sulla chiusura, siano, appunto, sospesi.
E nei giorni scorsi il tribunale laziale ha accolto la richiesta: l’ufficio di Canevara deve continuare ad erogare i servizi. In attesa di una pronuncia sul merito che arriverà, dunque, dopo l’udienza del 15 ottobre.
I ricorsi presentati - dicevamo - sono decine e decine le richieste di sospensiva, ma non tutte sono state accolte. La decisione di ricorrere alla giustizia amministrativa si fonda su numerosi atti normativi, europei e nazionali, che disciplinano il servizio postale universale e l’uguaglianza dei cittadini. Insomma - questo è il concetto - chiudere uffici significa creare distinzioni tra utenti di serie A (meglio serviti) e utenti di serie B (penalizzati).
Il ricorso per Canevara, in particolare, motiva l’esigenza dell’ufficio con precisi dati anagrafici sul numero degli abitanti nel versante montuoso per la vallata del Frigido. Residenti con una età media elevata che quindi raggiungerebbero con estrema difficoltà gli uffici postali centrali.
Il progetto di dismissione di Canevara segue alle chiusure degli uffici di Casette prima e Forno poi. Gli unici “presidi” per i paesi a monte rimangono, quindi, la stessa Canevara e - per l’altro versante - Altagnana. Ma Poste Italiane decide che Canevara va chiuso: ad aprile uno spiraglio di trattativa c’è, ma il tavolo - a livello regionale (la Regione si è impegnata in prima persona)- salta e nel luglio scorso la Spa ufficializza la data del 7 settembre per la chiusura, con tanto di lettera del direttore dell’ufficio al sindaco. Missiva con cui si dà esecutività alle disposizione di Poste Italiane.
Il Comune quindi decide di ricorrere al Tar e chiedere la sospensiva. E un primo risultato importante lo ha raggiunto. Ora non rimane che aspettare l’udienza collegiale del 15 ottobre.
(c.s.)
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