Sicurezza
Torna la speranza per l’apertura totale
ZERI. Vittoria dei piccoli Comuni toscani contro Poste Italiane Spa. Infatti il Tar della Toscana ha recentemente pronunciato una sentenza favorevole al Comune di Casole d’Elsa, riaprendo quindi la...
ZERI. Vittoria dei piccoli Comuni toscani contro Poste Italiane Spa. Infatti il Tar della Toscana ha recentemente pronunciato una sentenza favorevole al Comune di Casole d’Elsa, riaprendo quindi la vicenda che vedeva l’ipotesi di chiusura di ben 67 uffici postali nel territorio toscano; una scure che si abbatte anche sulla Lunigiana, colpendo – non sarebbe nemmeno il caso di evidenziarlo - soprattutto le frazioni montane.
La si chiami razionalizzazione dei servizi o anche spending review, il risultato sul territorio è sempre lo stesso: tagli delle prestazioni verso quei cittadini che spesso già vivono in situazioni di difficoltà e di emarginazione.
E tra queste spicca anche il caso di Zeri che, nel progetto di ristrutturazione, avrebbe dovuto vedere dimezzata da 6 a tre giorni l’apertura degli sportelli dell’ufficio di Coloretta. Una decisione che aveva fatto scattare da subito la rabbia del sindaco, Egidio Pedrini, che aveva annunciato dura battaglia: «La decisione di chiudere tanti uffici postali in territori disagiati è la folle prosecuzione di un’opera di impoverimento del territorio montano che già è stato duramente colpito con troppi tagli nei servizi sanitari e nei trasporti pubblici. Folle perchè non si comprende che queste scelte sono alla base del dissesto idrogeologico che ha colpito la nostra nazione in questi anni».
Un danno gravissimo per il territorio zerasco, dopo la chiusura negli anni passati dell’ufficio postale di Rossano. Anche perché si tratta di una zona con circa 1100 residenti ma che, grazie al turismo legato alla neve, al trekking, all’attrattiva dei funghi, conta sempre su di un bacino d’utenza superiore. Quindi un ufficio postale che serve una realtà viva e vitale. Inoltre la complessa realtà zerasca fa sì che, se la chiusura andasse in porto, i cittadini sarebbero costretti a recarsi fino a Pontremoli un viaggio che, per alcune frazioni del Comune, vorrebbero dire 40 km all’andata ed altrettanti al ritorno. Magari solo per inviare una raccomandata. Ora questa sentenza del Tar apre nuovamente la speranza che si faccia un passo indietro e che resti attivo questo servizio fondamentale per i cittadini. (r.s.)
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