Furto con giallo nell’azienda dei Bin Laden
Ladri aprono con una fresa la cassaforte della Marmi Carrara di Nazzano. Non c’erano soldi, l’obiettivo erano contratti e progetti
CARRARA. Furto con giallo nella sede della Marmi Carrara il colosso del marmo di cui la famiglia Bin Laden detiene il 50 per cento del pacchetto azionario. L'altra metà è rimasta nelle mani di due grande aziende carraresi, il Fiorino e la Franchi Umberto marmi.
I ladri si sono introdotti nella notte nell'azienda di via del Bravo a Nazzano e, dal poco che trapela nelle prime e delicatissime fasi delle indagini (sono intervenuti i carabinieri e la Scientifica ) erano alla ricerca a di progetti e documenti relativi all'attività del gruppo imprenditoriale “erede” della ex Imeg. Insomma un furto – almeno a quanto emerge in queste prime fasi di indagine – che potrebbe essere stato commissionato e che assume i contorni di un giallo internazionale visto che nell'azienda sono operativi anche i rappresentanti della famiglia Bin Laden legati al colosso delle costruzioni e al gruppo Gp holding.
Il furto è avvenuto in piena notte ed è stato condotto da persone esperte, che hanno impiegato una fresa per aprire la cassaforte. I ladri hanno anche svuotato le macchinette delle bibite, forse per dissetarsi durante il “lavoro” e hanno puntato dritto sulla cassaforte che è stata segata dalla lama della fresa e aperta. Al suo interno non c'erano soldi, nemmeno un euro, ma alcuni vecchi contratti commerciali che, a quanto pare, non interessavano gli autori del furto visto che li hanno calpestati e lasciati sul pavimento all'interno dell'azienda.
I malviventi si sono poi allontanati senza lasciare tracce. La Scientifica sta comunque cercando di reperire le impronte digitali che potrebbero essere utili a risalire all'identificazione dei ladri.
Quello che preoccupa non è infatti il valore del furto, in sostanza sono stati sottratti solo gli spiccioli dei distributori del caffè, ma le intenzioni dei malviventi che non hanno esitato ad usare la fresa per aprire la cassaforte. L'obiettivo, questa è una delle piste seguite nell'ambito delle indagini, sarebbero stati i progetti e i contratti - quelli attuali - dell'azienda che, lo ricordiamo, è un vero e proprio gigante del marmo. Una azienda che, grazie anche all'ingresso nella compagine societaria dei Bin Laden si sta occupando di maxi lavori in tutto il mondo, a cominciare dal l'ampliamento della Mecca. E non c'è soltanto l'ampliamento della Mecca fra i progetti messi a punto dalla Marmi Carrara dopo l'ingresso del gruppo Cpc Holding della famiglia Bin Laden, avvenuto nel luglio dello scorso anno. Dai grattacieli agli aeroporti e alle stazioni, sono questi i contratti del valore di decine di milioni di euro sche sta portando avanti il gruppo nel quartiere generale, l'Aree Design di Londra, dove lavorano oltre 400 architetti sotto la regia del presidente della nuova Marmi Carrara, Walid Skamel Samhaha.
Insomma nella sede carrarese di Marmi Carrara sono custoditi progetti, contratti e richieste di forniture per tonnellate di marmo bianco e migliaia di metri di lastre e lavorati. Documenti su cui qualcuno ha tentato di mettere le mani facendo scattare l'allarme sicurezza.
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