Toscana
«Basta famiglie in strada» Presidio contro gli sfratti
Il collettivo Harlock manifesta dopo il caso della donna con due figlie piccole buttata fuori di casa. I servizi sociali: ma nessuno ci ha avvisato dell’emergenza
CARRARA. "Troppa gente senza casa, troppe case senza gente". È questo il contenuto dello striscione appeso nel tardo pomeriggio di ieri in Piazza 2 Giugno, sotto il Comune di Carrara. Lo striscione è il simbolo del presidio non autorizzato organizzato dal Collettivo Harlock, comunità aperta, apartitica e antifascista che non è rimasta inerte alla notizia dello sfratto avvenuto mercoledì pomeriggio a Marina di Carrara e che ha coinvolto una famiglia con dei minori.
E' bastato un tam tam su Facebook e via telefono per radunare sotto il Comune di Carrara una trentina di persone, non tutte appartenenti al Collettivo, richiedenti chiarezza e solidarietà. Sono rimasti lì a confrontarsi tra loro sull'episodio, ma, più generalmente, su eventuali modi per aiutare la famiglia in questione. Ma anche per far sentire la loro voce di protesta per una delle tante vicende di disagio sociale.
«Chiediamo chiarezza - spiega Alessandro, del collettivo Harlock che si fa portavoce della protesta - è un fatto gravissimo. Non voglio entrare in merito alla questione burocratica-giudiziaria, ma non è ammissibile un simile trattamento quando ci sono di mezzo dei minori e, in ogni caso, delle persone che meritano dignità e rispetto. Dobbiamo capire che ruolo hanno svolto in questa vicenda i servizi sociali e gli enti predisposti. Le istituzioni non possono rimanere silenti, vogliamo risposte. Questo comportamento è la dimostrazione sempre più palese di un distacco tra cittadini, per di più bisognosi, e istituzioni. Se non avremo risposte, provvederemo a farci sentire in altro modo. Mando a nome di tutti la mia solidarietà alla famiglia e ci attiveremo per venirle incontro. Consultate la pagina Facebook per rimanere aggiornati».
Alla pacifica protesta si è aggiunta anche Claudia Beniamé che ha così commentato: «Non è possibile sentire certe storie. E' sintomo di un'istituzione carente. L'investimento nel sociale dev'essere ripensato per restare vicini alle famiglie bisognose e accogliere questo tipo di esigenze, sempre più numerose e mal gestite».
Il caso della madre con due figlie piccole (una 20 giorni l’altre 3 anni) sfrattata su richiesta del padrone dell’abitazione, che è un ex assessore e dirigente del Pci continua intanto a suscitare commenti.
Nicola Franzoni di Futuro e Libertà parla di una «vergogna che mette a nudo tutte le contraddizioni della "rossa" Carrara che tra le sue priorita' ha solo quella di trovare soluzioni abitative per rom, extracomunitari o peggio ancora clandestini».
Per Paolo Bertolini, invece, è «allucinante il sottolineare che il proprietario di casa che ha sfrattato l'inquilina sia un ex esponente politico, con l'aggravante dell'essere di sinistra (che poi mi dovreste spiegare quale sinistra!). Sarebbe stato giusto, forse che l'ex assessore, in qualità di locatore, continuasse a ospitare a casa sua una famiglia che non gli pagava più l'affitto continuando però le tasse sul canone non percepito?
La dirigente dei servizi sociasli del Comune Daniela Tommasini, intanto, spiega come di solito i servizi vengano avvertiti dall’uficiale giudiziario o dalle forze dell’ordine prima di sfratti a carico di persone con disagio, consnetendo così alle strutture comunali di trovare soluzioni tampone. «Ma così non è stato in questo caso».
Luca Barbieri
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