La manifestazione
Banconote false Condannata coppia che le spendeva
MASSA. Sono già stati condannati, per direttissima, l’uomo e la donna arrestati domenica dalla guardia di finanza mentre spendevano denaro falso. Massimiliano Nardi, 50 anni, si è visto infliggere...
MASSA. Sono già stati condannati, per direttissima, l’uomo e la donna arrestati domenica dalla guardia di finanza mentre spendevano denaro falso. Massimiliano Nardi, 50 anni, si è visto infliggere una pena di un anno e otto mesi, più trecento euro di multa; Palmira Piccirillo, 51 anni, invece è stata condannata a un anno e quattro mesi, più 230 euro di multa. Entrambe le sentenze sono del giudice Fabrizio Garofalo. L’accusa invece era rappresentata dal sostituto procuratore Elisa Loris, il pm aveva chiesto pene più pesanti.
Nardi e Piccirillo avevano portato 105 banconote da cinquanta euro false e volevano spenderle nei negozi e nei locali di Marina di Massa. Ma il loro piano è stato sventato dalla guardia di finanza che ha arrestato la coppia di cinquantenni residenti a Prato (lui nato a Firenze, lei a Roma), e ha denunciato altre cinque persone complici, che avevano il duplice compito di fare da vedetta e di fare compere. Due di queste, sedicenni, sono le ragazzine che dopo aver provato a pagare due bibite in un bar con cinquanta euro contraffatti erano state fermate da una pattuglia dei carabinieri.
Il piano era semplice: la banda - legati da parentela - entrava a coppie nei bar del lungomare di Marina. Si sedevano al tavolino e ordinavano. Consumazioni che non superavano i dieci euro, per ottenere più resto possibile. Il giochino è riuscito diverse volte (le fiamme gialle sono convinte che una decina di fogli li hanno piazzati). Il trucco non è andato bene in un bar di piazza Betti, però. Il cameriere si era insospettito e non aveva accettato il pagamento perché quei due clienti avevano un fare strano. Così la coppia ha tirato fuori le monete e ha saldato il conto e si è allontanata. Ed è qui che è intervenuta la guardia di finanza: ottenuta la descrizione delle caratteristiche somatiche e dell'abbigliamento indossato dai due sospetti, una pattuglia iniziava un servizio di osservazione e, con l'ausilio di militari in borghese, individuavano un uomo e una donna corrispondenti all’identikit fatto dal barista. Poi l’arresto in flagranza di reato.
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