Il Tirreno

l’idea

Tu cedi la terra e a coltivarla ci pensa un giovane

MASSA. Si chiama banca della terra e l’ha voluta, con tanto di legge ad hoc, la Regione toscana. Un modo per favorire l’incontro tra domanda e offerta. Da una parte ci sono i terreni incolti, gli...

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MASSA. Si chiama banca della terra e l’ha voluta, con tanto di legge ad hoc, la Regione toscana.

Un modo per favorire l’incontro tra domanda e offerta. Da una parte ci sono i terreni incolti, gli anziani che la terra la amano e l’hanno coltivata per decenni, ma non hanno più le energie per farlo. Dall’altra ci sono i giovani e le famiglie che sulla terra, in tempo di crisi industriale, sono pronti a scommetterci, ma non hanno soldi per acquistare. Ecco quindi la banca.

Chi ha terreni agricoli incolti si fa avanti e li propone alla banca, ne mantiene la proprietà ed ha la certezza che non saranno mai oggetto di esproprio. Il bene viene censito ed entra a far parte, a pieno titolo, della banca della terra. Chi vuole aprire un’azienda agricola, dedicarsi a vigna e olivo, si rivolge, appunto, alla banca, gli vengono indicate le aree disponibili per la coltivazione o per l’allevamento, quindi gli viene assegnato, in base alle sue esigenze, un lotto. Non ne è proprietario, ma lo è dei frutti del suo lavoro.

Un progetto a cui ha voluto aderire anche l’assessorato attività produttive del Comune di Massa che è al lavoro per verificare la disponibilità di terreni agricoli incolti. Un’occasione per fare anche il punto sulle proprietà comunali: Palazzo civico, infatti, ha nel suo portafoglio patrimoniale aree agricole, terreni montani e porzioni di boschi.

Insomma, una mezzadria rivisitata e più democratica, un modo per tornare alla cura del patrimonio collinare e montano, offrendo occasioni di lavoro e di guadagno.

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