Il Tirreno

L’ex Rumianca preoccupa il governo

di David Chiappuella
L’ex Rumianca preoccupa il governo

Vertice a Roma sulle bonifiche, la sottosegretaria all’Ambiente Silvia Volo sollecita Eni a terminare l’istruttoria

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CARRARA. Incontro al ministero dell’ambiente tra il sindaco di Carrara Angelo Zubbani, quello di Massa Alessandro Volpi e il sottosegretario Silvia Velo, per affrontare il tema delle bonifiche ambientali dell’ex zona industriale apuana.

La riunione, a cui hanno partecipato anche il consigliere Gianfranco Simoncini per la Regione Toscana e l’ingegner Francesco Messineo, presidente dell’Autorità portuale carrarese, è servita ad approfondire lo stato di attuazione degli interventi di bonifica del sito “di interesse nazionale” (il Sin) di Massa-Carrara, una superficie di oltre 100 ettari, per cui sono stati presentati progetti finalizzati al disinquinamento di suolo e falda, fondamentali per riqualificare e rilanciare l’area. Tali interventi si collocano nell’ambito del protocollo d’intesa sottoscritto lo scorso maggio tra il governo e gli enti locali, propedeutico alla definizione di un accordo di programma quadro, per il rilancio industriale ed il risanamento ambientale dell’intera zona.

Durante l’incontro si è discusso soprattutto dei lavori per la messa in sicurezza e la bonifica dell’area Syndial (ex Rumianca ed ex Enichem) di Avenza, in cui è in corso da decenni una difficile attività di disinquinamento. La sottosegretaria Velo è parsa assai preoccupata per questo sito ed ha già sollecitato la Syndial, società controllata dall’Eni ed attuale proprietaria dell’area ex Rumianca, a completare l’invio della documentazione necessaria a terminare l’istruttoria.

Per quel che riguarda invece l’area Farmoplant di Massa, si è deciso di accelerare il lavoro di confronto con le imprese, anche alla luce delle recenti sentenze della Corte di giustizia europea, per garantire il rispetto del principio “chi inquina paga”, che libera i soggetti non responsabili della contaminazione ambientale da ogni obbligo di bonifica. A tale scopo, entro fine ottobre, si terrà in provincia un incontro pubblico di confronto con le imprese e le associazioni di categoria, alla presenza di Silvia Velo.

Da notare che le bonifiche delle aree Syndial ed ex Farmoplant, così come anche quelle dell’ex Ferroleghe a Carrara e della Bario-Solvay a Massa (in pratica le più grandi fabbriche chimiche che operavano sul territorio apuano negli scorsi decenni), restano oggi di competenza del ministero dell’ambiente. Mentre la restante parte del Sin apuano, dal 29 ottobre 2013, è passata sotto il controllo della Regione Toscana. Un passaggio che consente di snellire le procedure per l’analisi dei terreni, la bonifica da eventuali inquinanti e la restituzione delle aree all’utilizzo industriale-produttivo.

La bonifica della grande area ex Enichem ad Avenza, 170.000 metri quadrati, appare come un vero “caso”. Per mettere in sicurezza le falde acquifere ed impedire che i veleni lasciati dall’industria chimica – tra le sostanze c’è anche l’arsenico – è già costata 18 milioni di euro. Ma la seconda fase della bonifica non è ancora stata completata. Nonostante siano trascorsi 31 anni da quel 1984, quando un’esplosione in uno degli impianti segnò la chiusura della fabbrica. I terreni, in posizione strategica – piacevano anche agli indiani di Arcelor-Mittal che fecero alcune avances per acquisirle – vicino al porto di Marina di Carrara sono da allora inutilizzabili. Un freno anche questo allo sviluppo dle territorio.

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