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E i mercati settimanali si moltiplicano

E i mercati settimanali si moltiplicano

Previsti 40 banchi a Romagnano, Ronchi (anche in inverno), Altagnana. E nel quartiere dei Poggi

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MASSA. Si discute - e con temi accesi - sul trasloco del mercato in centro città.

Ed è su quella partita che si concentrano le energie. Contemporaneamente, però, di partite se ne gioca un’altra e non di poco conto: l’amministrazione, infatti, sta definendo il piano del commercio ambulante. Un atto che oggi non esiste e con il quale si tracciano le linee guida per il settore: quanti mercati possono essere fatti, dove e con che caratteristiche.

E quel piano prevede novità importanti perché moltiplica i mercati: accanto a quelli tradizionali che animano la città (il martedì) e il litorale (il venerdì), ne potrebbero arrivare di nuovi.

Più piccoli, più raccolti: un’opportunità per il settore che vede aumentare le occasioni per incontrare le richieste della clientela e un tentativo di dare risposte alla cittadinanza e ai quartieri. Un modo per fare della periferia un centro, per valorizzare collettività e potenziali. Così il mercato potrebbe conquistare anche Romagnano, concentrato in piazza Istria. Merce su banchi anche di inverno a Ronchi dove l’appuntamento estivo con gli ambulanti già c’è, ogni domenica.

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Ma l’amministrazione va oltre e nel piano del commercio propone anche altre due zone: banchi anche in montagna. Tra i paesi in lizza per il mercato ci sono, per la loro collocazione, Altagnana e Pariana. Ma - e questa forse è la scelta più coraggiosa - la giunta sta valutando di portare gli ambulanti anche nel cuore dei Poggi. Occasione di socializzazione e incontro per una zona della nostra città che - anche dopo i recenti fatti di cronaca - è in forte sofferenza.

Mercati - dicevamo - più piccoli di quelli tradizionali, con un numero di operatori contenuto (tra i 35 e i 40). La volontà dell’amministrazione c’è tutta, ma il piano deve avere ancora il via libera.

L’assessore Gabriele Carioli, con delega alle attività produttive, spera di chiudere la partita entro la fine dell’anno, per passare alla fase B, quella della vera e propria organizzazione, con la collaborazione delle categorie. Il piano, infatti, deve ancora passare - e non è un dettaglio - al tavolo della concertazione.

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