Il Tirreno

la vicenda

Assessore sotto inchiesta, il pm chiede l’archiviazione

Chiara Sillicani
Assessore sotto inchiesta, il pm chiede l’archiviazione

Gabriele Carioli era accusato di aver presentato una fattura falsa ad un debitore Ma 10 testimoni hanno discolpato il politico e hanno convinto il pubblico ministero

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. È una vittoria - anche se la partita non è ancora definitivamente conclusa - per Gabriele Carioli, assessore comunale alle attività produttive.

Il pubblico ministero Rossella Soffio, lo scorso 29 maggio, ha formalizzato al giudice per le indagini preliminari la richiesta di archiviare il procedimento a carico dell’assessore. Insomma, lo stesso magistrato che ha condotto le indagini ritiene che non esistano le condizioni per procedere, tanto meno per aprire una vicenda processuale. Adesso tocca al giudice decidere se accogliere - o respingere - la richiesta del pm.

Il fascicolo a carico del politico è stato aperto a seguito della denuncia presentata dall’amministratore della società “Immobiliare Barcaio”. La società - per ricostruire la vicenda - fallisce e il curatore verifica attivi e passivi, vale a dire i soldi che la Barcaio deve ricevere e quelli che deve versare. Tra i debiti ci sono anche 8.827 euro che la Srl deve - eccoci al punto - a Carioli per aver svolto (è perito elettronico) le funzioni di responsabile della sicurezza in un cantiere, per conto, appunto, della società.

L’amministratore, però, quella fattura non la riconosce e nega che Carioli abbia mai lavorato per lui. Scatta, quindi, la denuncia e l’assessore si trova oggetto di indagine, con l’accusa di non aver rispettato la normativa fallimentare (articolo 232 della legge in materia) presentando un credito inesistente. Informato dell’indagine, l’assessore, rappresentato dagli avvocati Paolo Bertoncini e Serena Della Pina, si presenta dal pm e ricostruisce la sua versione dei fatti. Non solo, i legali raccolgono le dichiarazioni di 10 testimoni, operai che confermano alla procura di aver visto Carioli lavorare al cantiere, come responsabile della sicurezza. Il pubblico ministero inoltre verifica che l’amministratore della società ha esercitato, lui stesso, per un periodo, le funzioni di responsabile del cantiere in questione, fin quando la Barcaio, che ne era proprietaria, si fa carico anche di realizzare i lavori. A quel punto controllore e controllato sarebbero state la stessa persona: «È plausibile - scrive Rossella Soffio nella richiesta di archiviazione - che allora Carioli sia subentrato in quel ruolo, tesi rafforzata dalla univocità delle dichiarazioni lasciate dai 10 testimoni». Insomma, anche l’accusa ritiene che la fattura sia stata presentata perché il lavoro Carioli lo ha fatto davvero. Di qui la richiesta al gip di archiviare.La “palla” adesso è nelle mani del giudice che dovrà valutare se accogliere o respingere quella richiesta.

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini