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Un maxi assegno per la Caritas

Un maxi assegno per la Caritas

Dalla “Congiura” un sostegno al centro che rischia di chiudere

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MASSA. Sono stati consegnati i 1.250 euro raccolti durante la cena di beneficenza in sostegno della Caritas in Cervara, che si è svolta presso il circolo 'La Congiura' in via Marina Vecchia, durante l’estate. L'assegno, in formato gigante, è stato donato dal giovane imprenditore e ideatore della serata Alessandro Ranzini, insieme agli altri soci della “Congiura”, direttamente al parroco della chiesa in Cervara don Giuseppe Cipollini, responsabile anche del Centro Sociale in difficoltà.

«Sono molto soddisfatto del successo che ha avuto la serata di beneficenza – dichiara Alessandro Ranzini – il locale era al completo e sono state tantissime le telefonate da parte dei cittadini per partecipare all'evento. Un segnale positivo, perché significa che c'è ancora tanta gente, che ha voglia di impegnarsi per aiutare chi è in difficoltà». Non rimanere indifferenti, quando l'allarme povertà è ormai arrivato in maniera quasi insostenibile anche in città, è sicuramente un gesto di solidarietà

«Sono commosso ed emozionato – dice don Giuseppe Cipollini – perché è bello sentire la vicinanza della propria città, soprattutto in questi momenti difficili, dove ci sono molti nuclei famigliari che veramente, senza l'aiuto della Caritas, non riuscirebbero a dare da mangiare neppure ai loro figli. Ringrazio di cuore i proprietari della 'Congiura' per questo bel gesto e, voglio dire un grazie sincero, anche a tutti i cittadini che hanno partecipato alla serata per aiutare il centro sociale».

Il prossimo obiettivo, sia da parte della direzione della Caritas, ma anche del giovane imprenditore Alessandro Ranzini, sarà quello di creare una sinergia con l'ente ecclesiastico, per realizzare insieme un progetto contro lo spreco alimentare. «Adesso - conclude Ranzini, mi impegnerò in prima persona per portare ai centri di volontariato, tutto il cibo che sia dalla grande distribuzione, che dalle piccole medie imprese, giornalmente viene vergognosamente gettato via, senza pensare che in realtà potrebbe essere utilizzato per le persone che soffrono la fame».

Sara Lavorini

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