Sicurezza
Nuova automedica a Pontremoli
Rafforzato il servizio 118 col mezzo che opererà con medico e infermiere a bordo
PONTREMOLI. Dalle ore 6 della mattina di lunedì è entrata in servizio, presso la postazione di emergenza sanitaria territoriale/118 di Pontremoli, una nuova automedica di tipo Advanced Life Support. Il nuovo mezzo va a sostituire la “vecchia” ambulanza con medico ed infermiere a bordo, diventando il fulcro della nuova rete di soccorso del 118 nella zona di Pontremoli, che comprende anche i Comuni di Zeri, Mulazzo, Bagnone, Filattiera e Villafranca, per un bacino di oltre 20mila utenti e una superficie di 470 kmq. A supporto della nuova automedica opereranno le ambulanze presenti nelle sedi della Misericordia di Pontremoli, della Misericordia di Mulazzo e della Pubblica Assistenza “Croce Verde” di Zeri.
L’auto è una Dacia Duster 1500 cc Diesel 4x4, dotata di tutte le apparecchiature necessarie per gestire l’emergenza sanitaria compreso il nuovo cardiodefibrillatore Lifepak 15, in grado di trasmettere un elettrocardiogramma per via telematica alla cardiologia dell’ospedale di Massa e consentire al medico 118 di avere un immediato supporto specialistico nella valutazione del paziente con patologia cardiaca acuta, in particolare per l’infarto miocardico. La realizzazione di questo progetto è stata fortemente voluta dal dottor Roberto Vatteroni, responsabile provinciale del 118, ed è stata resa possibile grazie all’investimento autorizzato dall'Asl 1 Massa Carrara nella figura della direttrice generale (ora commissario per le Asl della area vasta nord-ovest), dottoressa Maria Teresa De Lauretis, alla collaborazione delle associazioni di volontariato di cui sopra e, soprattutto, al lavoro del gruppo di infermiere che, da anni, operano presso la sede del 118 di Pontremoli, «le quali si sobbarcheranno l’onere della doppia funzione di autista/infermiere – scrive Vatteroni – ed avranno la responsabilità di individuare gli obbiettivi assegnati loro dalla centrale operativa 118, oltre a quella di condurvi e coadiuvare i medici del 118 nelle circa 2mila missioni annuali di soccorso territoriale che si registrano in questa zona». (g.u.)
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