Pagano la bibita con i soldi falsi
Le ragazzine sono state denunciate. Avevano un’altra banconota contraffatta
MARINA DI MASSA. Volevano passare una giornata al mare, senza preoccupazioni e soprattutto divertendosi. Invece sono state denunciate per aver speso una banconota da cinquanta euro falsa. Il caso è stato segnalato al tribunale dei minori di Genova, perché le due ragazzine - nomadi e residenti a Prato e Firenze -fermate dai carabinieri del radiomobile non hanno ancora diciotto anni. Loro hanno giurato di non essersi accorte che i soldi erano contraffatti (e neppure troppo bene), ma di non ricordarsi da chi avevano preso le banconote. E così è scattata la segnalazione. D ’ufficio.
Il merito è del gestore di un bar di Marina che una volta presi in mano quei cinquanta euro si è insospettito. Si è girato il foglio più volte tra le mani e poi ha detto alle giovani di aspettare un attimo perché doveva trovare il resto delle due bibite gelate che avevano acquistato. Invece l’uomo ha chiamato le forze dell’ordine ed è accorsa una pattuglia dei carabinieri. Identificate le minorenni e successivamente avvertiti i genitori è scattata la denuncia. Ma l’indagine non si chiude qui perché occorre capire se qualche banconota era già stata spesa in altri negozi dalla coppia di amiche.
Anche nelle anni passati, soprattutto nella stagione estiva, si era registrato un incremento del fenomeno. Da un'analisi statistica, risulta che le vittime di banconote contraffatte sono soprattutto i titolari di bar, pizzerie e ristoranti. Anche perché adesso quei fogli filigranati sono fatti davvero bene e ingannano perfino le apparecchiature elettroniche che si trovano nelle casse. A gennaio invece erano state arrestate quattro persone - poi finite ai domiciliari - perché trovate in possesso di numerosi tagli da 50 e 20 euro. Usavano i soldi per comprare nei negozi sotto casa, perfino nel panificio dove si servivano i loro parenti (due sono fratelli). La guardia di finanza li aveva sorpresi in flagranza e aveva fatto scattare le manette. In una pizzeria invece è stato pagato un conto di quasi duecento euro con banconote da venti: una decina di ragazzi che hanno fatto una sorta di colletta per saldare il titolare. Più della metà di quei soldi erano fasulli. La vittima del raggiro se ne è accorto solo quando è andato a depositare il denaro in banca.
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