Il Tirreno

«Basta cemento alla Rocca»

di Manuela D’Angelo
«Basta cemento alla Rocca»

Il quartiere dice no al progetto per fare 30 case, una strada e parcheggi

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MASSA. Non ci sono soltanto i cittadini dei Quercioli a preoccuparsi per il nuovo regolamento urbanistico di Massa, anzi.

Qualcuno aveva previsto che, dopo l’adozione preliminare, spulciando le carte, sarebbero saltati fuori altri progetti “sconosciuti” alla cittadinanza. Così accade per il quartiere della Rocca, in pieno centro storico, dove i residenti hanno deciso di costituire un altro comitato sul fronte del “no”. Pietra dello scandalo, anche questa volta, la costruzione di una nuova strada, utile per servire una serie di nuove edificazioni, all’interno di uno dei pochi polmoni verdi della città, il grande parco che confina con villa Massoni. Ma andiamo con ordine: intanto la zona è quella che sta dietro al castello Malaspina, dove si trova, in un piccolo spiazzo, la famosa fontana del cristallo, da cui tutti i massesi prendono l’acqua della Rocca.

Tecnicamente, il regolamento urbanistico prevede un progetto (ARU.4.19) per la realizzazione nel quartiere di una strada che collegherà via del Bargello con via Rocca, proprio vicino alla fontana del cristallo. Non solo: è prevista anche una superficie residenziale di nuova edificazione pari a 1900 metri quadrati, al confine con villa Massoni. Per il Comune, questo ambito di intervento costituisce un “comparto strategico”, anche perché, si legge nel Regolamento, il quartiere risulta “molto carente di parcheggi e mal collegato alla viabilità cittadina”. Per realizzare la strada, seminata anche di percorsi ciclopedonali, il Comune, oltre a buttar giù un fabbricato di recente costruzione, concede la costruzione di 30 nuove unità immobiliari, su una superficie di 1900 mq, con una quota di edilizia residenziale pubblica pari a 110 mq; sull’area pianeggiante, invece, quella alle pendici del colle del castello Malaspina, è previsto un ampio parcheggio, con spazi verdi, un albero ogni 5 posti auto, al servizio dei residenti e dei turisti, adeguato anche per gli autobus.

Insomma, pare proprio che l’obiettivo dell’amministrazione sia quello di portare con più facilità i pullman di turisti al castello Malaspina, in previsione, chissà, di abbondanti flussi, soprattutto estivi. Come è accaduto per il quartiere dei Quercioli, quando i residenti della Rocca, circa 300 famiglie, hanno capito cosa potrebbe accadere nella loro zona, si sono riuniti e chiesti se una nuova strada e 30 nuove villette fossero essenziali, utili o quantomeno necessarie. La risposta è arrivata presto: «Per chi conosce il quartiere - scrivono i residenti- è chiaro che, se si verificasse l’ennesima colata di cemento, scomparirebbe anche l’ultimo polmone verde del quartiere; temiamo inoltre che ci sarebbe una situazione esplosiva sul fronte della viabilità con eccessivi flussi di traffico perché la Rocca è sempre più spesso utilizzata per evitare il centro di Massa e difficoltà di parcheggio crescenti, anche a causa della zona a traffico limitato, che ha già costretto chi abita in centro a parcheggiare in prima periferia».

I residenti svelano anche che, stranamente, come il quartiere dei Quercioli, anche la Rocca ha visto nascere recentemente 25 nuovi appartamenti, di circa 60 mq l’uno, con garage, molti ancora sfitti. I garage, poi, quasi nessuno li utilizza per le proprie auto, visto che le case sono piccole e si ha necessità di riempirli come ripostigli o cantine, fatto che porta in strada la maggior parte dei veicoli dei residenti.

«Ci chiediamo cosa succederà con altri 30 appartamenti- commentano i cittadini - e una media di altre 60 auto da parcheggiare alla Rocca. Per questi motivi- concludono - anche noi, come già avvenuto in altri quartieri, costituiremo un comitato civico per dire no a questo scempio».

Il comitato ha indetto una prima assemblea pubblica, il prossimo giovedì 10 settembre al parco XXV Aprile (alla Rocca) durante la quale inizierà la raccolta firme per la petizione contro il progetto e si confronterà con alcuni rappresentanti del comitato dei Quercioli, «meravigliandosi - concludono i residenti - che simili progetti, che prevedono profonde variazioni per la vita di molti abitanti, vengano calati dall’alto senza nessuna condivisione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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