Sicurezza
Scontro sullo stoccaggio di rifiuti al porto
Messineo (Autorità portuale) rassicura: solo scarti di cucina di navi. Amare Marina: c’è dell’altro
CARRARA. Arriva subito la replica secca dell’associazione AmareMarina alle dichiarazioni rilasciate dal presidente dell’Autorità Portuale di Marina di Carrara Francesco Messineo, dopo la richiesta di autorizzazione – pubblicata sul Burt a cura dell’Autorità Portuale stessa – per la creazione di un’area di stoccaggio di rifiuti nel porto. L’associazione (che nei giorni scorsi aveva sollevato la questione parlando di rischio ambientale) si dice meravigliata per «la risposta così semplicistica alle nostre preoccupazioni. Il presidente Messineo parla di stoccaggio di rifiuti organici, avanzi di cucina delle navi per “la maggior parte”, non per la totalità, quindi ci chiediamo la natura di eventuali altri rifiuti che potrebbero essere autorizzati a sbarcare sulla banchina del porto».
Ancora: il presidente Messineo aggiunge che “non si tratta di inquinanti industriali, come idrocarburi e oli esausti”», ma, in ogni caso, la richiesta di realizzazione pubblicata sul Bolletino ufficiale della Regione parla anche di: “Impianti di smaltimento e recupero di rifiuti pericolosi”, e dunque, sottolinea AmareMarina «non “pericolosi in teoria” come afferma Messineo».
L’associazione spiega poi che «nella richiesta si fa cenno specificatamente a “trattamento in ambiente terrestre (ad esempio biodegradazione di rifiuti liquidi o fanghi nei suoli)” e ancora a “composti o a miscugli che vengono eliminati secondo i seguenti procedimenti: deposito sul o nel suolo (ad esempio discarica); iniezioni in profondità (ad esempio iniezioni dei rifiuti pompabili in pozzi, in cupole saline o faglie geologiche naturali); lagunaggio (ad esempio scarico di rifiuti liquidi o di fanghi in pozzi, stagni o lagune, ecc.); messa in discarica specialmente allestita (ad esempio sistematizzazione in alveoli stagni, separati, ricoperti o isolati gli uni dagli altri e dall'ambiente); scarico dei rifiuti solidi nell'ambiente idrico eccetto l'immersione; immersione, compreso il seppellimento nel sottosuolo marino; incenerimento a terra e deposito permanente (ad esempio sistemazione di contenitori in una miniera)”. Ci appare un po’ troppo – osserva l'associazione - per semplici “rifiuti di cucina».
L’Autorità Portuale, è la conclusione dell’associazione guidata da Dariella Piolanti e Carla Gianfranchi «può fare mille rassicurazioni, ma una volta ottenuta l’autorizzazione richiesta, potrà anche avvalersi di tutti i sopraelencati procedimenti». AmareMarina, che si batte contro l’ampliamento del portro, continua dunque a dichiararsi preoccupata per la qualità della vita dei cittadini di Marina di Carrara e conclude chiedendo «al Presidente Messineo di presentare pubblicamente il progetto, come ha fatto recentemente in occasione del progetto di Water-Front».
Luca Santoni
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