Sicurezza
Rubano il pane al fornaio per venderlo al posto suo
Denunciati un dipendente dell’artigiano e i titolari di una rivendita concorrente La vittima si è rivolta a un detective e alla polizia. L’ultimo bottino in beneficenza
MARINA DI MASSA. Il fornaio se ne era accorto, il pane spariva subito dopo che lo aveva sfornato. Una notte di distrazione - vuoi la stanchezza, vuoi il super lavoro estivo - ci poteva stare, ma i conti non tornavano più: le pagnotte e i panini sugli scaffali si erano letteralmente dimezzati, nonostante le farine e i lieviti utilizzati fossero sempre gli stessi. L’artigiano - proprietario di una rivendita a Marina di Massa - ci aveva visto giusto, perché lo stavano raggirando. Soltanto che mai e poi mai poteva immaginare che i protagonisti del furto fossero un suo dipendente e una coppia titolare di un forno concorrente di Marina di Carrara. Lo ha scoperto ingaggiando un detective e poi segnalando la cosa alla squadra mobile. E Antonio Dulvi Corcione e i suoi uomini l’altra notte, dopo alcuni giorni di appostamenti, hanno preso i ladruncoli con le mani nei sacchi del pane (ma pure delle pizze e dei dolci). Denunciandoli a piede libero per furto.
Ci ha messo un po’ il fornaio ad accorgersi che c’era qualcosa che non andava: nonostante avesse aumentato la produzione per la bella stagione erano diminuite le vendite e di conseguenza i guadagni. Mai successo prima. E così per dare forza a quelli che fino a quel momento erano solo sospetti e sensazioni ha ingaggiato un investigatore privato. Lo 007 nostrano per qualche notte si è piazzato nei pressi della rivendita e ha visto con i suoi occhi (e l’obiettivo di una macchina fotografica) che le pagnotte che uscivano calde dal forno venivano prese da uno dei dipendenti (un cinquantenne massese) del suo cliente e nascoste in alcuni sacchi poco distanti dalle vetrine del panificio. Che successivamente venivano fatti sparire da due complici, che altri non erano, ha scoperto la mobile, che i titolari di una piccola rivendita che si trova a Marina di Carrara. Li caricavano su un furgoncino e via. Facendoli pagare, una volta in negozio, nonostante tutto, a prezzo pieno.
L’artigiano raggirato osservate le foto e i filmati del detective - su consiglio del professionista - si è rivolto alla polizia. Corcione e i suoi uomini hanno dato vita a un’inchiesta lampo piazzando anche le telecamere intorno al panificio. E alla prima notte di appostamento il terzetto è stato pizzicato in flagranza (visto che si tratta di pane forse sarebbe meglio dire fragranza) di reato.
Nonostante l’evidenza, però, il collaboratore del derubato e i titolari della rivendita concorrente (che in questo periodo ha fatto affari d’oro) hanno provato a negare. Fino all’ultimo, quando poi gli agenti hanno sbattuto loro le prove in faccia. Dimostrando anche che parte del bottino che restava invenduto tornava al collaboratore infedele, che poi lo smistava ad amici e parenti a prezzo d’occasione. Oltre alla denuncia a piede libero con l’accusa di furto, è stato sequestrato il furgoncino dove era stato caricato l’ultimo pane trafugato (un quintale di panini e delle pizze che poi sono stati dati a un ente benefico per distribuirli ai più bisognosi).
Non si sa da quanto andasse avanti la vicenda, ma l’artigiano è convinto che da almeno l’inizio dell’estate. Solo che lui era troppo impegnato per tenere gli occhi aperti anche sulle persone che aveva assunto per dargli una mano a fronteggiare l’ondata di turisti. L’inchiesta della squadra mobile servirà anche per fare chiarezza sui tempi.
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