Attenzione
Picchia due carabinieri ed evade dai domiciliari
MASSA. Italiano lui, tunisina lei. Conviventi da qualche anno, ma il rapporto dopo un po’ scricchiola e adesso sembra essere arrivato al capolinea. Tanto che liti e sfuriate sembrano essere all’ordine...
MASSA. Italiano lui, tunisina lei. Conviventi da qualche anno, ma il rapporto dopo un po’ scricchiola e adesso sembra essere arrivato al capolinea. Tanto che liti e sfuriate sembrano essere all’ordine del giorno. L’ultima un paio di sere fa, con calci e pugni da una parte e dall’altra: i vicini si spaventano e chiamano le forze dell’ordine. Per mettere pace nella coppia interviene la stazione dei carabinieri di Massa. Che riesce nell’intento perché la donna invece di picchiare la sua dolce metà a quel punto si scaglia contro le divise. Nulla di grave, ma l’accusa è violenza e resistenza a pubblico ufficiale. La donna viene arrestata e portata in caserma, dove si calma un po’ e si pente di quello che ha fatto. Così il giudice oltre a convalidare il fermo dispone di mandarla ai domiciliari, dove il suo uomo è pronto ad accoglierla a braccia aperte.
Ma non è pronta la tunisina che dopo nemmeno un paio di ore dall’inizio della detenzione decide di farsi un giro per recuperare il tempo perso tra denunce e udienze. E a nulla serve quello che le dicono in casa. Si incammina senza una meta precisa, si beve un bel caffè in un bar e poi torna a passeggiare senza una meta ben precisa. Finché una pattglia dell’Arma, stavolta della stazione di Montignoso, non la ferma. Accertata la sua identità e scoperta la sua evasione dal regime di detenzione scattano le manette. Lei non si scompone, ritorna in camera di sicurezza e si ripresenta in tribunale.
Il giudice per questo secondo caso è diverso dal primo che l’ha già giudicata. La condanna per direttissima a un anno di reclusione con la sospensione della pena. Viene cancellata perfino la misura dei domiciliari. Insomma la tunisina è una persona libera. Con buona pace anche del suo compagno e dei suoi vicini. Fino alla prossima lite, probabilmente.
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