Il dolore
Voci d’Europa, protagonisti i traduttori
Ecco come le Apuane hanno esercitato la loro attrattiva sull’immaginario letterario internazionale
MASSA. Non v’è dubbio che la matrice culturale più feconda di questo premio alla sua XXXIII edizione sia sempre stata l’esaltazione del paesaggi apuano. A partire dall’intenzione dei suoi stessi fondatori, ed in particolare di Enrico Pea, il quale forse come nessun altro riuscì a tradurne la maestà delle montagne, lo spessore del mito, il vigore della lingua ed il fare degli uomini. Del resto, che le Apuane non siano soltanto beltà naturale, irripetibile, ci vuol poco a dimostrarlo. Basterebbe pensare all’epopea di secoli d’umana fatica attorno al marmo; alla vicenda della scultura che, sulle tracce indelebili di Michelangelo, continua ad attrare qui artisti da tutto il mondo.
Purtroppo, del profilo apuano, meno universalmente nota continua ad essere la rilevanza “mitopoietica”, ovvero quella singolarissima potenzialità d’ispirazione che esso ha avuto attraverso i secoli. Tanto che al mondo ben pochi altri paesaggi possono vantare altrettanto. Dal poeta latino Rutilio Namanziano ai giorni nostri, si direbbe che attorno alla Pania ruoti il meglio della poesia europea: Dante, Petrarca, Ariosto, Shelley, Pascoli; Carducci, D’Annunzio, Rilke, Proust, Ungaretti, Montale, Pea, Mann, Pound non sono che alcuni nomi straordinari. Ora, inserendo questa nuova Sezione, Voci d’europa, Poesia tradotta, la Giuria ha inteso proprio far convergere idealmente l’attenzione dei traduttori di poesia da ogni lingua d’Europa su quest’attrattiva che le Apuane hanno esercitato sull’immaginario letterario internazionale.
Proprio questo carattere d’internazionalità consentirà al premio una rinnovata vitalità. E già ne costituisce una felice premessa il numero, la provenienza e la qualità dei poeti tradotti (e con essi dell’arte dei traduttori) che hanno partecipato a questa prima edizione. Da Spagna, Francia, Grecia, Belgio, Croazia, Romania, Lettonia, Albania, Repubblica Ceca, sono alcune delle “voci” pervenute che vanno ad inserirsi nel solco d’una così feconda, ideale tradizione. Così come assolutamente prestigioso è il livello delle opere presentate così come si deduce dal verdetto della Giuria.
Per la sezione B - Poesia tradotta - Premio “Voci d'europa” sono infatti risultati:
1° Nicola Crocetti di Milano, traduttore de “Le poesie” del poeta greco Costantino Kavafis, Einaudi Editore -Premio: riproduzione della Nike di Samotracia, dea alata della vittoria, Euro 500,00 ( offerti dalla famiglia Roberto e Sandra Pucci in ricordo del figlio Paolo), 2° Stefano Serri di Modena, traduttore de “La forma esatta dell'incerto” Kolibris Edizioni del poeta francese Jean Baptiste Para.
3° Annalisa Cosentino di Roma, traduttrice de “Il colore del silenzio” Medusa Edizioni del poeta della Repubblica Ceca Jan Skàcel.
Giuseppe Cordoni
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
