Il Tirreno

«Tornare in centro per rinascere»

«Tornare in centro per rinascere»

Le ragioni di chi è favorevole al trasloco: serve una sferzata di energia, stop ai rinvii

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MASSA. Qualcuno si appella pure alla letteratura e, a conferma che il mercato in centro è nato e in centro deve tornare, cita niente meno che Carducci. Il poeta, infatti, nel 1877 trascorre qualche giorno in città e, in una lettera ad un amico, racconta del profumatissimo mercato nel cuore di Massa. La cultura, quindi, per placare le polemiche. Perché se ormai il dado è tratto e l’amministrazione ha fissato per il 13 ottobre il trasloco di banchi e ambulanti, gli operatori, invece, continuano a dibattere, su fronti contrapposti. Così Claudio Lotto, presidente di Confimprese, tira le orecchie a Volpi che «per motivo politici sposta il mercato da viale Roma creando disagi a viabilità e attività economiche», a rispondergli per le rime ci pensa Amedeo Guadagnucci. Da anni dietro un banco, si fa avanti come presidente del circolo Pd di Marina e non le manda a dire: «Vero - è la premessa - che il sindaco, in campagna elettorale, ha promesso il ritorno in centro dei banchi, altrettanto vero che dar seguito alla promessa fatta non significa forzare una decisione, ma rispettare impegni assunti. Senza dimenticare - rincara Guadagnucci - che lo spostamento è stato vagliato e controvagliato, in un percorso di condivisione». Con tanto di posticipo perché i banchi avrebbero dovuto traslocare il 4 agosto, poi la giunta, gomito a gomito con gli operatori, ha ammesso che fare i bagagli in piena estate sarebbe stata davvero dura. Ecco, quindi, che tutto slitta al prossimo 13 ottobre: «La soluzione di viale Roma - Guadagnucci fa un salto all’indietro- è da sempre transitoria, seguita all’apertura dei cantieri per la pedonalizzazione di piazza Aranci e piazza Mercurio». Chi, tra gli ambulanti, di venire in centro non ne vuole neppur sentir parlare si è fatto avanti proponendo una pausa di riflessione in attesa del 2017 quando - la Bolkestein non lascia adito a dubbi - le concessioni saranno oggetto di gara pubblica. Pausa di riflessione, secondo Guadagnucci, troppo rischiosa: «Un anno e mezzo è un tempo lungo per un settore che ha bisogno di una sferzata di energia. E il ritorno in centro quella sferzata può darla». Perché tornando nel cuore della città - questa l’argomentazione -il mercato riacquista parte della clientela persa, dall’impiegata che si concede 10 minuti di pausa, all’insegnante nell’ora di buco. Gente che al mercato ci va perché deve comprare. Guadagnucci dice la sua anche sulla collocazione degli alimentaristi, all’ ex Intendenza di finanza: «Non saranno una cattedrale nel deserto, distano 6 metri dall’ultimo banco in Largo Matteotti, in una zona residenziale e a due passi da un parcheggio, in un’area di continuo via vai». E sul fronte viabilità: «Si esagera sui disagi. I banchi si concentreranno un raggio di 180 metri. Uno sforzo per evitare dispersioni e ulteriori aggravamenti ai flussi di traffico». Prospettive diverse, quindi, da quelle di Lotto e mosse «dalla certezza che tornare in centro garantisca una boccata d’ossigeno agli ambulanti».

Chiara Sillicani

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