Il dolore
Tariffe e filiera, Assoindustria ora apre
Accolto l’invito del sindaco ad un tavolo di confronto: «Ma sui beni estimati decidano i giudici»
CARRARA. «L'Associazione Industriali conferma la più ampia e fattiva disponibilità a riprendere il confronto con l'Amministrazione Comunale di Carrara, e più un generale con la Regione Toscana, per la gestione del settore marmo». L’assoindustriali, in una nota, accoglie l’invito del sindaco esplicitato in una intervista a Il Tirreno e ma sui beni estimati prende tempo.
«L'invito del sindaco arriva in un momento particolarmente delicato per le molte novità normative introdotte nei mesi passati e per gli atti che l'Amministrazione si appresta a deliberare a partire dal nuovo Regolamento. Particolarmente apprezzati gli accenni al rafforzamento dell'Ufficio marmo e alla necessità di redigere i piani attuativi previsti dal PIT, segno di consapevolezza del rischio reale che sia bloccata l'attività delle imprese, con tutto quello che ne discenderebbe».
In quello che si augura segni l'inizio di una nuova stagione, l'Associazione «si predispone a fare quanto necessario per riportare l'agenda delle politiche del settore dalle aule dei tribunali e dei ricorsi alle sedi che le sono proprie. I nodi da sciogliere sono ingarbugliati ma, con la giusta combinazione di volontà e di buon senso, ci sono le condizioni per svoltare pagina».
«Nessuna preclusione, dunque, per un sistema di tassazione all'insegna di equità, ragionevolezza e trasparenza, tenendo conto ovviamente anche dei canoni applicati fuori dal distretto apuo-versiliese e di quelli che, più in generale, vigono per le attività estrattive nel resto del Paese. E lo stesso vale per i progetti di filiera e per l'obbiettivo di incrementare la trasformazione dei blocchi che sarà materializzato con i previsti Accordi di programma». Per coerenza, si afferma, «il sindaco sembra mettere al centro della ripresa del confronto anche il nodo dei beni estimati, ma nessuna associazione può pensare di negoziare quello che le imprese ritengono un proprio diritto reale e che non rinuncerebbero in nessun caso a difendere con tutti gli strumenti legali a disposizione, esattamente come farebbe qualunque persona per le proprie proprietà acquisite con regolari contratti notarili. Tutto lascia pensare che, proprio per evitare inutili intoppi in controversie su un tema così sentito, i dubbi sui beni estimati siano sciolti non nel tavolo tra Comune e Associazioni (che non avrebbe in ogni caso la forza e la legittimazione per farlo) ma dai giudici deputati. Lasciamo dunque che siano loro a pronunciarsi sul tema e concentriamoci sui principali nodi del settore, che sono molti e particolarmente complessi».
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